Claudio Domenicali

MotoGP, Claudio Domenicali: “Ducati resta italiana al 99,9%”

Claudio Domenicali sottolinea l'italianità della Ducati nonostante l'acquisizione da parte di Audi. E su Petrucci: "Nessuna fretta di rinnovare".

4 maggio 2019 - 11:57

Nel box Ducati a Jerez non poteva mancare l’A.D. Claudio Domenicali, in un weekend dove Danilo Petrucci e Andrea Dovizioso possono recitare un ruolo da protagonisti. La casa di Borgo Panigale arriva in territorio andaluso con la doppia leadership in MotoGP e SBK, motivo di orgoglio per il lavoro di un team che mantiene il DNA italiano. “Per la prima volta dopo tre gare siamo in testa in entrambi i campionati. Il 99,9% delle persone che hanno contribuito a questo risultato è italiano – ha detto Domenicali a Sky Sport – è un motivo di orgoglio per l’Italia. Sono persone che vengono fuori dalle nostre università, dai nostri corsi tecnici, abbiamo piloti italiani. Credo sia di buon auspicio per il nostro Paese, che ha bisogno di belle storie“.

Se Dovizioso rappresenta la punta di diamante, Petrux non ha ancora concretizzato il suo potenziale. Ha chiuso il venerdì di libere e aperto il sabato di Jerez al comando, infrangendo il record del circuito. Ma servono podi e punti importanti per rinnovare la fiducia della Ducati. “Non è un momento delicato, ha un contratto di un anno, non abbiamo fretta – ha sottolineato Claudio Domenicali -. Sta facendo un ottimo lavoro, con serenità, ha una preparazione specifica e diversa da quella che faceva nel passato. Qui è in testa alla classifica, sembra che stia facendo bene“.

Il primato Ducati viene spesso additato come frutto dell’ingegno tedesco, ma il boss dell’azienda corregge il luogo comune. “Di tedesco in Ducati c’è una cosa importante, la proprietà. Hanno riconosciuto in questo marchio un valore mondiale e hanno acquisito l’azienda nel 2012. Come fa spesso, il Gruppo Volkswagen mantiene le caratteristiche del marchio. L’hanno fatto in Bentley per esempio e lo stanno facendo in Ducati. Il 99,9% delle persone è italiano. In tutta l’azienda – ha concluso Domenicali – abbiamo un solo tedesco, il direttore finanziario, che controlla i conti”.

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