L'incidente di Jason Dupasquier al Mugello

Jason Dupasquier, MotoGP divisa sulle immagini TV dopo l’incidente

La community della MotoGP divisa sulla gestione delle immagini TV dopo l'incidente di Jason Dupasquier. Ansia ai box prima delle FP4.

31 maggio 2021 - 7:00

La community della MotoGP si è spaccata sul mancato stop della gara dopo l’arrivo della notizia della morte di Jason Dupasquier. La morte del pilota è arrivata intorno alle 12:00, quando la gara Moto3 stava per concludersi. La classe Moto2 ha gareggiato in maniera quasi incredula, poi alle 13:45 il minuto di silenzio sulla griglia di partenza. Qualcuno avrebbe preferito non correre, ma dalla Dorna non è arrivata nessuna richiesta di confronto con i piloti.

Del resto negli ultimi 20 anni quando si è verificato un incidente mortale lo spettacolo è andato avanti. Ad eccezione di Sepang 2011, quando Marco Simoncelli perse la vita in curva 11 al secondo giro. Forse le parole di Jack Miller sono le più crude e realistiche per sintetizzare l’atmosfera surreale: “Nessuno ti punta una pistola alla testa. Se vuoi guidare, guidi. Il fatto che ci abbiano permesso di fare ciò che amiamo di più è tremendo“.

Il dibattito sulle immagini TV

Ma qualche polemica si è sollevata già nella giornata di sabato, subito dopo l’incidente all’Arrabbiata 2. Le telecamere TV hanno focalizzato l’attenzione sul luogo dell’incidente, dove Jason Dupasquier è rimasto a terra oltre 30 minuti prima di essere trasferito in elicottero all’ospedale Careggi di Firenze. Era necessario un intervento di drenaggio sul 19enne svizzero che perdeva sangue. Intanto i piloti della MotoGP erano fermi ai box davanti agli schermi, in attesa delle FP4. Immagini che hanno scosso non poco coloro che di lì a poco sarebbero scesi in pista. “Aspettare mezz’ora non è un problema, ma quello che dobbiamo vedere lo è“, ha detto Luca Marini, sintetizzando le critiche di molti suoi colleghi.

La lunga attesa prima della partenza dell’elicottero, con il pilota che resta sull’asfalto senza dare cenni di ripresa… Nel paddock della MotoGP c’era già tanta ansia e si temeva il peggio. “Quando è arrivata la notizia che le prove sarebbero iniziate in ritardo, non potevo rimanere ai box. Poi vedi le ripetizioni e vedi che c’è un problema – racconta Johann Zarco -. L’elicottero ha impiegato molto tempo per atterrare. Ecco perché ho trascorso del tempo nel mio camion, dovevo prepararmi per la mia sessione e non volevo sentire“. Fabio Quartararo, invece, non si sente di criticare le TV. “L’incidente è stato mostrato solo una o due volte. Poi hai visto i soccorritori e l’elicottero“. Il francese della Yamaha non ha mai pensato che la gara dovesse essere annullata. “Non è facile per noi, ma neanche per la TV“.

Valentino Rossi ha sintetizzato al meglio i meccanismi psicologici che scattano in quel momento. “Hai solo due opzioni: o esci dal box, ti togli la tuta, sali in macchina e vai a casa. Oppure rimani concentrato per quando devi tornare in pista. Devi cercare di dimenticarlo. Se non lo fai diventa pericoloso“. Jack Miller propone di puntare le telecamere altrove quando si verificano certi episodi: “Non credo sia necessario quando qualcuno viene caricato su un elicottero“. E Franco Morbidelli sottolinea un altro aspetto che lo ha messo a disagio: “Dopo che l’hanno portato via hanno ripulito l’asfalto. Non è stato bello da vedere“.

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