Takeo Yokoyamaha

“Honda mirata per Marc Márquez”: la confessione di Yokoyama

Marc Márquez trionfa con una Honda RC213V mirata sul suo talento. Takeo Yokoyamaha ammette: "Sapevamo che gli altri piloti avrebbero avuto difficoltà".

7 ottobre 2019 - 12:43

Marc Márquez ha incassato un altro titolo MotoGP al Buriram e in casa Honda si inizia a pensare già al 2020. Il direttore tecnico della Honda, Takeo Yokoyama, lo descrive a buon ragione come “di un altro pianeta”. Nessun pilota “umano” potrebbe domare una RC213V così aggressiva, i risultati di Cal Crutchlow e Jorge Lorenzo ne sono la prova lampante. Lo scorso inverno il campione di Cervera ha chiesto maggiore potenza per pareggiare le Ducati ed è stato accontentato, anche a costo di dover perdere in altre aree.

Un rischio che HRC ha voluto correre e l’azzardo ha ben pagato, con il trionfo mondiale arrivato con quattro GP di anticipo. “Ci siamo concentrati per dargli più potenza possibile, sapendo che sarebbero nati altri problemi – ha ammesso Yokoyama a Crash.net -. Ma abbiamo detto ‘OK, i problemi arriveranno, ma è il miglior pilota, quindi forse può farcela.’ Inoltre non potevamo restare indietro rispetto ad altri costruttori in termini di potenza del motore sul rettilineo e accelerazione“.

UNA HONDA A MISURA DI MARQUEZ

La nuova specifica del motore V4 ha cambiato il carattere della RC213, di conseguenza Marc Márquez ha dovuto adattare il suo stile di guida. Questo ha portato a dover inclinare maggiormente la moto in curva, pur offrendogli una minor necessità di frenate brusche. “Ha capito subito la filosofia della moto di quest’anno. Quindi alla fine è stato davvero buono per lui. Voglio dire, è fantastico avere un pilota così intelligente che capisce immediatamente il concetto di moto e adatta il suo stile di guida per trarre il massimo profitto“.

Il risvolto della medaglia è un prototipo che poco si adatta alle esigenze degli altri piloti Honda. Jorge Lorenzo ha ripetuto ancora una volta di dover intervenire sul motore. E Yokohama ammette: “Sapevamo che Marc Márquez avrebbe gestito al meglio qualsiasi tipo di difficoltà. Quindi abbiamo deciso di andare avanti con questo, e come ci aspettavamo è andata meglio di quanto ci aspettassimo. Ma sapevamo anche che per gli altri piloti forse era un po’ più complicato. Per il prossimo anno proveremo a recuperare ciò che abbiamo perso dalla moto dell’anno scorso. La moto di quest’anno è stata un po’ specificamente mirata – ha confessato il direttore tecnico HRC –, ma forse per il prossimo anno sarà un po’ più facile da gestire per tutti i piloti Honda“.

2 commenti

albi88_8097770
11:50, 9 ottobre 2019

la stessa cosa vale per la Ducati che solo Stoner faceva volare tant’è che rossi non ci capì una mazza ma per l’italico canarinizzato la colpa era della moto……

fabu
12:51, 7 ottobre 2019

ah beh, se non ce l’avesse detto lui non ce ne saremmo mai accorti.

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