MotoGP, Valentino Rossi

MotoGP, Valentino Rossi: “VR46-Yamaha-Petronas… un caso politico”

Valentino Rossi parla a 360 gradi prima del week-end MotoGP al Mugello. Il suo futuro da pilota e il progetto VR46: Ducati resta la via maestra.

27 maggio 2021 - 18:36

Al Mugello non ci sarà nessun annuncio ufficiale da parte di Valentino Rossi. Né sul suo futuro da pilota, in merito al quale deciderà solo durante la pausa estiva. Né sul suo team Aramco VR46 che dal 2022 sbarcherà in MotoGP. Ma sarà una sfida decisiva per il veterano, per arrivare al tavolo delle trattative con Yamaha e Petronas SRT con dei buoni risultati. Il circuito toscano mette una certa pressione, rispetterà la tradizione del casco speciale, ma nel paddock non ci sarà la solita folla di tifosi a fare da cornice.

Il week-end del Mugello

In autodromo è arrivato mercoledì sera, in passato arrivava solo al giovedì mattina. “Uccio vuole arrivare mercoledì sera, io giovedì mattina. Preferisco allenarmi anche il mercoledì – spiega Valentino Rossi -, però dormire mercoledì sera nel motorhome ti fa stare più rilassato e riposato giovedì mattina“. La poesia del Mugello ha un sapore davvero speciale per il 42enne di Tavullia. “Emozionante, una sensazione che ti ricorderai anche quando sarai vecchio. Nel 2018 ho fatto la pole, ho fatto il giro lentamente, me la sono goduta. Da giovedì mattina c’è gente che fa il tifo per te, il Mugello è quello che senza pubblico si sente di più“. Il tracciato toscano è uno dei pochi layout “old school”, “una pista che non è stata fatta al computer, segue le colline toscane, ti sembra di andare in montagna“.

Le difficoltà di inizio stagione

Questa stagione MotoGP non è iniziata nel migliore dei modi, 9 punti in 5 gare non sono un buon bottino per aspirare a continuare. “Le prime gare sono state abbastanza difficili, dopo i test di Jerez siamo migliorati un po’. Bisogna vedere di confermare quelle sensazioni lì e cercare di essere più davanti“. Valentino Rossi non avverte troppo la pressione esterna e mediatica, di quella frangia di tifosi che vorrebbe spingerlo a ritirarsi. “Nel mio caso c’è molta aspettativa, quando non sono davanti… già quando facevo 5° o 6° si lamentavano. Ma c’è molto rispetto, tifano e sperano che io torni davanti“.

Tanti i fattori che rendono difficile restare attaccato al podio. I tempi cambiano e la MotoGP di oggi è radicalmente diversa da quella di un decennio fa. “Quando le cose non vanno bene cerco di spiegare quello che sento quando guido. Ora le moto sono cambiate tanto, soprattutto le gomme sono molto morbide, il livello è cambiato. Nella mia carriera sono stato sempre uno da gomme dure. Però stiamo lavorando bene con la squadra, la Yamaha ci aiuta. Stiamo migliorando, il segreto è il feeling con la moto“. Bastano pochi decimi per ritrovarsi lontano dalla zona podio. “La cosa differente è l’avvicinamento, tutti sono più atleti, si allenano tutti, mangiano bene, non bevono… Anche la preparazione è diversa. Abbiamo molti più mezzi per capire. I piloti sono più preparati, tutti guardano i video, come guidano gli altri piloti“.

Il team VR46 verso Ducati?

Il progetto VR46 Academy progredisce e resta una perla per il motociclismo italiano e la MotoGP. “Abbiamo iniziato con il Sic, poi abbiamo aiutato Franco, mio fratello, Migno… Alla fine ci siamo trovati ad essere rivali, però quando si lotta insieme diventa un po’ diverso. Ad esempio Pecco è diverso da Franco come rivale. Io sono qua per merito loro, loro sono qua per merito mio. Tutti insieme è figo, ci sfidiamo al Ranch, ci aiutiamo a migliorarci“, spiega Valentino Rossi. Al momento non c’è ancora nessun accordo, si continua ad oscillare tra Ducati e Yamaha. “Stiamo cercando di fare la cosa migliore per tutti. Mi piacerebbe correre con Yamaha, ma anche Ducati si è molto interessata al nostro progetto dell’Academy. Hanno preso Pecco, Luca, sono gasati da questo lavoro che facciamo con i giovani. Petronas vuole tenere Yamaha, io corro lì, è un problema anche politico“.

La decisione definitiva

E sul futuro da pilota non resta che attendere l’estate, durante la pausa del Mondiale. “Il divertimento è correlato ai risultati, se i risultati non vengono ti diverti meno, anzi, è pesante. Quest’anno ci sono nove gare, poi un mese di stop, altre nove gare. Devo parlare con Yamaha e il mio team, ma tutto dipende dai risultati. Se non verranno sarà tutto più difficile. Se poi spingo un posto lo trovo, ma non ha molto senso“.

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