MotoGP, Marc Marquez

MotoGP: tanti colpevoli nell’affare Marc Marquez

Marc Marquez dovrà stare lontano dalle piste MotoGP per parecchio tempo: adesso è caccia ai responsabili. La Gazzetta dello Sport punta il dito su medici, la Honda e anche sul pilota

5 agosto 2020 - 14:41

La MotoGP perde chissà per quanto Marc Marquez e piovono accuse nei confronti dei medici che l’hanno operato e dei responsabili Honda che hanno permesso il ritorno lampo a Jerez. Il campione del mondo aveva tentato di correre il secondo GP di stagione appena cinque giorno dopo l’inserimento di una placca e dieci viti nell’omero destro. Non ha fatto sconti Gianluca Gasparini, capo della redazione motori di La Gazzetta dello Sport. La chiamata in causa è ad ampio raggio, ecco alcuni stralci dell’editoriale pubblicato nell’edizione in edicola mercoledi 5 agosto.

“Non ne hanno azzecata una”

“C’è la fila di gente che non ne ha azzeccata una, per arrivare al punto in cui si è arrivati” scrive Gianluca Gasparini. “A cominciare dal campione del mondo stesso, che ha cercato di tornare in pista 5 giorni dopo l’operazione all’omero fratturato nella caduta a Jerez. Ma un pilota è un pilota, il suo istinto è quello di correre, sempre. In parte, ma solo in parte, Marc è giustificato. Chi proprio non ha attenuanti è il resto della compagnia. Il chirurgo che l’ha operato: se è dovuto tornare così presto sotto i ferri significa che è stata fatta una scelta sbagliata.”

I responsabili medici MotoGP dov’erano?

Gli strali della Rosea non risparmiano chi ha rilasciato le autorizzazioni mediche al rientro in pista “ovvero il responsabile medico del circuito (e pure quello della Dorna, presente al momento del via libera): una scelta inspiegabile, forse indotta da necessità “superiori”, leggi interessi di marketing e televisivi”. A giudizio di Gasparini anche la Honda ha pesantissime colpe, che non ha battuto ciglio di fronte alla volontà di rientro espressa dal pilota. Il dito è puntato contro Alberto Puig, “team manager della HRC, che non ha mai avuto tra le caratteristiche migliori quella di saper proteggere i suoi piloti. Il risultato finale, conseguenza di un filotto di scelte nefaste, ha prodotto per Marquez il seguente scenario: un altro intervento invasivo al braccio destro, un Mondiale diventato assolutamente irraggiungibile, l’incertezza su come affrontare il recupero e il rientro da cui può dipendere addirittura il futuro della sua carriera. Serva da lezione a tutti. Marc ha prodotto miracoli agonistici ma resta un uomo: da qui in avanti meglio salvaguardarlo.”

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