Il
turno più importante del venerdì al Mugello s'è chiuso con
Maverick Vinales al comando ed a poco più di un decimo da record assoluto. Ormai non è più un caso, ma sta diventando una costante trovare lo spagnolo nelle zone alte in sella alla KTM. Continua il lavoro di mesi di adattamento alla RC16, fiducioso e determinato, grazie anche a quanto già dimostrato dall'inizio di questa stagione MotoGP. L'aerodinamica provata nei
test ad Aragon e riportata sulla pista toscana è un passo avanti che già avverte e che spera di confermare anche nei prossimi giorni. Sottolinea poi l'importanza riservata da KTM a tutt'e quattro i piloti, e non crede di dover fare da mentore a Pedro Acosta...
L'evoluzione del progetto MotoGP
"Si vede il potenziale, si vede la crescita, ma serve ancora tempo".
Maverick Vinales riprende il discorso già fatto in precedenza, ovvero che serve tempo e lavoro. Ma chiaramente è soddisfatto del primo giorno al Mugello.
"Abbiamo fatto un passo avanti ad Alcaniz, ma era importante riconfermarci in condizioni di poco grip" ha sottolineato, come riportano i colleghi di
Motosan. Continua il lavoro sul suo 'punto debole' già evidenziato.
"Quando lasciavo il freno anteriore facevo fatica a girare la moto. Andavo sempre un po' largo, aprivo il gas dove non dovevo e alzavo tardi la moto". Qualcosa è cambiato.
"Adesso è tutto più naturale e dipende dal cambio di aerodinamica, è un miglioramento". Vinales rimarca anche il suo compito all'interno del progetto KTM.
"Non ho mai avuto la moto migliore, adesso però la sto costruendo. Ho guidato bene, ho un buon livello, adesso bisogna costruire tutto attorno per avere una buona arma. È quello che sto cercando di fare da mesi".
"Danno il massimo a tutti e quattro"
Sembra che il pilota Tech3 stia trovando una sorta di dimensione ottimale per arrivare ad esprimersi al meglio, concentrandosi su se stesso e sui passi da fare. "Ora, a differenza del passato, ho l'opportunità di costruire qualcosa" ha evidenziato. Com'è la situazione tra i quattro piloti KTM? "A tutti e quattro danno il massimo" è la risposta. "Per quello che mi riguarda, voglio fare in modo che la fabbrica abbia le indicazioni corrette per migliorare il più presto possibile". L'obiettivo è chiaramente uno: "Lottare con le Ducati nelle posizioni di vertice". A fine giornata gli viene anche chiesto, data la sua esperienza, se farebbe mai da mentore a Pedro Acosta. "Non credo che debba fargli da coach. Pedro è velocissimo, ma stiamo vivendo due periodi diversi. Ovvio però che l'esperienza conta".
Foto: Mauro Stanzani