Moto2 - Mistral 610 - Tech3

Moto2, la tecnica: la sfida mondiale della Mistral 610 del team Tech3

In Moto2 il team Tech3 ha corso per nove stagioni con la Mistral 610. Vediamo la storia e la sfida rappresentata da questo progetto artigianale.

8 luglio 2020 - 7:16

Il 2018 è stata l’ultima stagione in cui abbiamo visto la Mistral 610 nelle competizioni, precisamente nel Mondiale Moto2. Il passaggio del team Tech3 a KTM per l’annata 2019 ha segnato la fine di una lunga storia di sviluppo. Una storia che è stata in gran parte il prodotto del capo ingegnere di lunga data della squadra, lo “stregone” Guy Coulon.

La Mistral 610 era una moto interamente progettata e prodotta in Francia, per nove stagioni in griglia di partenza nella classe di mezzo del Motomondiale (2010-2018). Ricordiamo che ha conquistato il primo successo con Yuki Takahashi nella stagione d’esordio, mentre l’ultimo dei suoi sei podi è arrivato con Xavi Vierge nel 2017 a Motegi. In questo lasso di tempo, Bradley Smith è stato il migliore con questa moto, tre podi tutti nel 2011, prima di correre in MotoGP sempre per lo stesso team francese. Non è cosa da poco per un progetto quasi artigianale in una delle categorie più competitive delle corse motociclistiche.

Questo telaio mobile è stato la prima versione della moto del 2010. Come detto, è stato un successo immediato grazie a Yuki Takahashi, vincitore in quella che era appena la sesta gara per questa moto.

Nel 2010, la Moto2 era una categoria completamente nuova. Lasciata la 250cc 2 tempi, la nuova formula di un motore a quattro tempi da 600cc, combinata con un telaio personalizzato, ha visto arrivare in Moto2 molti costruttori differenti. Tech3 è una squadra a misura d’uomo, composta da un gruppo molto ristretto di persone, un dettaglio che però non ha limitato il suo successo.

La Mistral 610 aveva uno o due componenti leggermente diversi rispetto alla maggior parte delle altre moto. Ad esempio, hanno utilizzato una sospensione KYB, differente dalla più popolare Öhlins. Lo stesso vale per le pinze dei freni Nissin al posto delle più note Brembo.

Una delle sfide che Tech3 ha dovuto superare era il fatto che non poteva raccogliere la stessa mole di dati dei grandi costruttori come KALEX, Speed ​​Up e Suter. Con solo due piloti (tranne nel 2011, con 3 piloti a tempo pieno), hanno dovuto fare affidamento sul feedback di un gruppo molto ristretto di persone. I primi giri con questa moto sono stati realizzati da Florian Marino.

I test di parti e aggiornamenti ha richiesto più tempo perché c’erano meno piloti per provarli. Procedere con lo sviluppo corretto della moto quindi è stato un processo molto più lungo per il piccolo team della Mistral 610.

Questo è uno dei motivi per cui, sebbene i risultati non siano stati eccezionali, il successo del progetto è stato fenomenale. La squadra francese ha dovuto affrontare spese molto ingenti per essere competitiva contro i più grandi costruttori.

La tecnologia su questo prototipo era molto avanzata, come per i suoi concorrenti. Notiamo la presenza di fibre di carbonio sul telaio e sul forcellone, per migliorare feeling e rigidità del telaio. La moto stessa era molto ergonomica e simile alle KALEX e Speed ​​Up.

In sintesi, la Mistral 610 del team Tech3 è stata un gran successo. Questo progetto magari non ha vinto un campionato o molte gare, ma Guy Coulon, con l’aiuto della sua squadra, ha avuto la sua sfida in una categoria particolarmente incline a mostrare i punti deboli di una moto.

Telaio: interamente realizzato con elementi lavorati in alluminio 5053. Il telaio riprende il più fedelmente possibile la struttura della Yamaha M1.
Forcellone: realizzato con saldatura meccanica in alluminio 5053.
Regolazioni: angolo di sterzo, 3 posizioni di offset, altezza del punto di fissaggio del forcellone
Controtelaio: autoportante in fibra di carbonio.
Forcella:KYB, alternativa Öhlins FG 366.
Ammortizzatore:  KYB, alterntiva Öhlins TTX 36 verticale.
Pinze: Brembo, alternativa Nissin.
Dischi: Brembo o Nissin 290 × 5 mm.
Cerchi: PVM.
Acquisizione: 2D.
Carenatura: design ispirato alla M1.
Peso: 146 Kg.

L’articolo originale di Paul Emile Viel su paddock-gp

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