Nato come Circuito di Abbazia, quando la città faceva ancora parte del regno d'Italia, il circuito Opatija è molto noto agli italiani, non solo per i soli 70 km che distanziano “La Montecarlo dell’Adriatico” da Trieste. Opatija è terra e storia che si intrecciano tra casinò, panorami da sogno sul mare e un circuito, ritenuto così pericoloso da essere stato chiuso nel 1977.
La Montecarlo dell’Adriatico
Punto di incontro delle alte caste austroungariche del 1800, nei decenni Opatija ha raccolto vari soprannomi. Da “La Perla dell’Adriatico”, a “Regina dell’Adriatico”, per passare a “La vecchia Dama” e finire con “La Montecarlo dell’Adriatico”. Tra i motivi di questa nomea c'è la presenza di un famoso casinò, il Casino Rosalia, il primo dell'Europa orientale, aperto nel 1963; oggi oltre al famoso Rosalia sono presenti in città altre due sale da gioco fisiche: il Casino Opatija presso l'Hotel Paris e il Casino Admiral Opatija.
I tre casinò continuano ad attrarre turisti e visitatori, nonostante il successo sempre crescente delle piattaforme digitali. Queste, infatti, hanno contribuito in parte alla crisi delle sale da gioco fisiche presenti sul territorio, come accaduto in molte altre città europee, soprattutto per via
dei bonus casinò online disponibili, che rappresentano dei vantaggi innegabili per i giocatori e di cui non esiste una controparte fisica.
Chi gioca online può infatti approfittare di una vasta gamma di promozioni, tra cui bonus senza deposito appunto, cashback, extra sulle ricariche, programmi fedeltà e l’accesso a club VIP esclusivi. Eppure, nonostante tutto, c’è ancora chi continua a preferire l’atmosfera autentica delle sale reali, dove l’esperienza va ben oltre il semplice gioco.
Il turismo ad Opatija
Il clima mitigato dal mare e i suoi corsi d’acqua dolce benefici hanno permesso a Opatija di variegare la sua offerta turistica, pur restando, nel corso degli anni, un polo di attrazione riservato per lo più all’élite. Dunque, ad oggi, è un punto di riferimento per chi cerca una serata al casinò, ma allo stesso modo per chi cerca una pausa di benessere e natura, così per gli amanti del trekking fotografico.
La riviera, infatti, si estende per ben 40 chilometri; Peharovo, Moscenicka Draga, Brsec e Icic le spiagge e i panorami mozzafiato. Secondo molti,
il percorso più suggestivo della riviera di Opatija dura 12 km e collega Opatija a Lovran e Icic. Luoghi molto lontani dalla vita mondana offerta da Zagabria. Luoghi in cui echeggiano ancora i ricordi di quel tracciato, che per anni, ha ricordato quello di Montecarlo! A proposito…
L’ultima tappa del Motomondiale ad Opatija
Risale al dopoguerra, quando l’area diventò territorio jugoslavo, la scelta di organizzare gare di motociclismo nella zona del Quarnero. Nel 1969 il Gran premio di Opatjia divenne parte del Motomondiale e valendo l’ultima prova, è stato decisivo almeno in un paio di occasioni. Ma a causa della pericolosità delle sue curve affacciate sulle rocce, a partire dal 1974, le 500 non tornarono più ad Abbazia.
Una decisione presa dalla Federazione, ma sulla spinta delle Case più importanti.
Oggi gareggiare su piste simili sarebbe impensabile: i piloti sono molto più tutelati e al centro dell'attenzione rispetto al passato. Non a caso,
Bagnaia ha recentemente dichiarato che “è molto più difficile, perché sono così vicino a cadere”, riferendosi alla sensibilità delle moto moderne e ai limiti estremi con cui si corre oggi.
L’ultima tappa del Motomondiale ad Opatija risale al 19 giugno del 1977, quando si registrarono due morti in due incidenti differenti. Fecero sì che quello di Abbazia venisse dichiarato
“tracciato non sicuro” e sancirono la sua successiva chiusura. Nel settembre del 1978 si corse nuovamente il Gran Premio di Jugoslavia, ma per la prima volta all'Automotodrom GrobnikI, costruito con l’aiuto dell’esercito e di tanti volontari.