Nella MotoGP la tecnologia è diventata imprescindibile per raggiungere la vittoria. E in questo ambito
Ducati e Lenovo hanno portato la loro collaborazione a un livello superiore, tanto da sbaragliare la concorrenza. Ciò che nel 2018 è iniziato come una semplice alleanza commerciale e tecnologica, oggi diventato un'arma "letale" per Marc Marquez, Pecco Bagnaia e gli altri piloti del marchio italiano.
Nuove simulazioni in 3D
Dalla seconda metà della stagione MotoGP 2024, la Casa di Borgo Panigale ha integrato un sistema di analisi avanzato grazie a un robot motorizzato dotato di intelligenza artificiale (NTB-01), alimentato dalla postazione di lavoro Lenovo ThinkStation P360 Ultra. Questo dispositivo ha rivoluzionato il modo in cui
Ducati raccoglie e analizza i dati provenienti dai circuiti del Motomondiale
Il robot scansiona ogni tracciato presente nel calendario in 3D e genera una copia digitale con dettagli ad alta precisione, tra cui angoli di inclinazione in curva e altri elementi chiave. Queste informazioni vengono poi inserite nei modelli di simulazione
Ducati, consentendo di prevedere con maggiore precisione in che modo le diverse impostazioni della moto o le condizioni ambientali influenzeranno le prestazioni in pista.
Secondo Lenovo, questa tecnologia capace di estrapolare milioni di dati al secondo potrebbe portare a un livellamento cronologico compreso tra 2,5 e 3 secondi a gara. Un aiuto di non poco conto, considerando che in MotoGP si gioca tutto sui decimi e millesimi.
Ducati tecnologicamente avanti
Anche se è difficile attribuire la vittoria solo alla tecnologia, è sicuramente un passo in avanti. Nell'ultimo Gran Premio di Thailandia, Marc Marquez ha tagliato il traguardo con un vantaggio di 7,450 secondi sul primo pilota non
Ducati, Ai Ogura (Trackhouse Aprilia). La partnership tra Ducati e Lenovo è andata oltre la semplice analisi dei dati. Nel 2020 il marchio italiano ha fatto un ulteriore passo avanti con la creazione del Ducati Lenovo Remote Garage,
in questo articolo abbiamo spiegato come funziona. E' un sistema che consente agli ingegneri di lavorare da remoto analizzando i dati in tempo reale durante il weekend di gara. Ciò consente loro di ottimizzare la configurazione delle moto e di risolvere i problemi quasi istantaneamente.
Ora, con l'aggiunta dello scanner robotizzato,
Ducati ha compiuto un altro salto tecnologico che promette di fare la differenza. La capacità di creare un modello digitale dettagliato di ogni circuito al fine di simulare ogni possibile condizione di gara prima dei Gran Premi. Avere a disposizione dati così precisi può fare la differenza in gara. "
Stiamo costantemente spingendo oltre i limiti dell'intersezione dinamica tra tecnologia e sport, sviluppando nuove tecniche che ci consentono di essere un passo avanti rispetto alla concorrenza", spiega Andrea Gorfer, progettista elettronico di Ducati Corse.
I chatbot nel futuro della MotoGP
Il responsabile della tecnologia, Davide Barana, sperimenta nuovi percorsi da seguire per rimanere ai vertici della MotoGP. E l'AI rappresenta ormai l'avanguardia. "Ho molta fiducia anche nella tecnologia dei chatbot, ad esempio. Nella nostra vita normale, possiamo porre a un chatbot qualsiasi domanda ci venga in mente - spiega a Speedweek.com -. Ma puoi anche costruire il tuo chatbot basandoti sulle tue conoscenze storiche. Forse ti aiuterà a ricordare i dati che hai raccolto molti anni fa e che hai dimenticato. Potete immaginare quanto sia difficile ricordare 20 anni di sviluppo".
Un archivio tecnologico da conservare e utilizzare all'uopo, un modo per preservare la memoria nel reparto corse. "Puoi chiedere a un chatbot cosa è successo quando abbiamo testato questa cosa. Oppure nella vita normale devi gestire lunghi resoconti. Chiedi all'intelligenza artificiale se può riassumerlo per farti risparmiare tempo nella lettura. Siamo sempre pieni di email e non abbiamo tempo di leggere tutto ciò che riceviamo. Le applicazioni sono molto vaste: bisogna essere aperti a provarle".
Dalla stagione 2027 gli organizzatori del campionato MotoGP daranno un freno alla tecnologia, per
Ducati non sarà un grosso problema. Da tempo i tecnici del marchio emiliano hanno dimostrato di essere molto bravi a incunearsi nella zona grigia del regolamento. "
Può aiutare anche le aziende che dispongono di minori risorse. Se avessimo una regolamentazione completamente libera, le aziende che hanno più risorse di noi potrebbero essere in grado di finanziare progetti folli che noi non possiamo permetterci. Con un'area di sviluppo limitata - conclude Davide Barana -,
la concorrenza potrebbe diventare più equa per tutti i concorrenti".