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Pecco Bagnaia come uno sceicco nel deserto di Doha. Segna il nuovo record del circuito a Losail, conquista la sua prima pole in MotoGP, sale sul podio alla prima uscita con il team Ducati factory. E difende a spada tratta il maestro
Valentino Rossi che ha tra l'altro "romanticamente"
trainato nella Q2. Il giovane pilota piemontese non si sente secondo a nessuno, né tantomeno al più accreditato compagno di box Jack Miller. Come in Pramac nel biennio precedente è pronto a sfidare chiunque. "
Non mi sono mai sentito un secondo pilota".
Resta tutto da vedere, forse il proseguimento della stagione MotoGP dirà che l'australiano sarà la vera punta di diamante della Ducati. Fino a quel punto
Pecco Bagnaia se la gioca ad armi pari, con pari trattamento tecnico. Se necessario si rivelerà anche uomo di squadra nel finale di campionato. "
In quel caso potrei sentirmi un secondo pilota". Nel primo week-end ha dovuto fare i conti con ben altri avversari. Prima con la Yamaha M1 di Maverick Vinales, poi con la Suzuki di Joan Mir. La potenza del motore Ducati contro l'equilibrio della GSX-RR. "
Non consuma la gomma, Mir ha sfruttato questo vantaggio al 100%". Ad ostacolare la corsa al primo trionfo in MotoGP ci ha pensato anche il vento, un ostacolo per una moto fortemente aerodinamica come la Desmosedici.
Nel gruppo VR46 non è andata bene a Franco Morbidelli e
Valentino Rossi. Sono piovute diverse critiche nei confronti del Dottore, alla sua prima uscita ufficiale con Petronas SRT.
Pecco Bagnaia rimanda al mittente ogni valutazione negativa sul 42enne. "
Noi italiani siamo sempre bravi a criticare i piloti italiani. Ogni anno è sempre così e dobbiamo accettarlo. Per fortuna quando scendiamo in pista diamo sempre il 100% e in gara non pensiamo a queste cose. Valentino lavora con un team nuovo ed è normale doversi consolidare".
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