Joan Mir avrà un nuovo compagno di squadra dalla prossima stagione MotoGP.
Luca Marini prenderà il posto di Marc Marquez in sella alla Honda RC-V, una moto che in questo momento non riesce più ad avvicinarsi al podio con nessuno dei suoi piloti. Un'eredità non facile, come dimostra l'ennesimo weekend senza punti del campione del mondo 2020 in Malesia.
Joan Mir a secco (anche) in Malesia
Come avvenuto in tanti Gran Premi del 2023,
Joan Mir non è riuscito a finire in zona punti in nessuna delle due gare del weekend di Sepang, penalizzato da due cadute che hanno ribadito la mancanza di feeling tra il maiorchino e questa Honda. Partire dalla 16esima posizione non è stato certo di aiuto, è rimasto incastrato in un gruppone di piloti durante le prime curve, facendogli perdere tempo e aumentare la pressione della sua gomma anteriore, fino alla caduta rimediata al quinto giro di
gara.
L'arrivo di Marini in Honda
La mente di
Joan Mir è già rivolta al test di Valencia del 28 novembre. Non tanto per le novità attese dalla HRC, che saranno ben poche. Quanto, invece, per l'arrivo di un pilota della Ducati all'interno del box:
Luca Marini. Nel corso del Gran Premio della Malesia gli hanno chiesto cosa pensasse dell'arrivo del pilota italiano nel team Repsol Honda. Con un'altezza di 184 centimetri non avrà certamente vita facile, considerando che tutti gli alfieri dell'Ala dorata sono di bassa statura, così come Marc Marquez... "
Non vedo l'ora di vedere come siederà sulla Honda, penso che saranno visibili solo le ginocchia e i gomiti", ha detto Joan Mir in maniera ironica.
Più seriamente, il pilota spagnolo ha ammesso di essere "curioso di vedere un pilota Ducati salire per la prima volta su una RC213V attuale", convinto che il feedback del pilota urbinate sarà "interessante" per guidare lo sviluppo della prossima Honda. A livello personale, afferma di conoscere bene il fratello di Valentino Rossi. Tra l'altro il detentore del titolo 2020 è stato ospite anche alla 100 Km dei Campioni al Ranch di Tavullia. "Mi piace, è un pilota intelligente, esperto. Non è un pilota spericolato che è sempre al limite e rischia tutto in frenata", ha aggiunto Mir.
Sarà il primo passo verso la rinascita del marchio giapponese? "Vedo e sento cambiamenti in Honda che non possono essere immediatamente compresi dall'esterno" , aggiungendo che si tratta di una "grande azienda in cui tutto ciò che serve è più tempo, ma qualcosa sta già accadendo".
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