Dopo il Gran Premio del Giappone, la situazione in MotoGP si fa più pressante. Il tempo stringe, la stagione volge verso il termine e
Jorge Martin ha tra le mani la possibilità di essere campione del mondo. Può farlo da "uscente", con un contratto già firmato da mesi con Aprilia e la possibilità di portare il numero "1" a Noale.
L'errore di Misano/1
Il secondo posto di Phillip Island ha consolidato la sua leadership in classifica anche se di poco. Una vera manna dal cielo considerando che mancano solo tre Gran Premi alla fine.
Jorge Martin sta vivendo un momento d'oro, ha instaurato un ottimo feeling con la sua Ducati Desmosedici GP24, è maturato atleticamente e mentalmente. Un avversario difficile da battere per Pecco Bagnaia. "
Sto guidando bene, al massimo, non al limite. Perché quando sei al limite cadi. Quindi bisogna rimanere un po’ entro il limite", spiega a 'La Gazzetta dello Sport'.
Per il madrileno del team Pramac è stata una stagione MotoGP molto costante, anche se non sono mancati degli errori. Uno su tutti, quello a Misano 1, quando è rientrato frettolosamente ai box per cambiare la moto. "Sarà una lezione per il futuro e per le future situazioni di questo tipo. È una scelta che si è rivelata sbagliata, non dovevo correre questo rischio. Ho dovuto competere con Pecco Bagnaia , copiando la sua scelta, è vero, ma fino ad un certo punto. Se fossi rimasto fuori con le gomme slick sarei potuto cadere come Franco Morbidelli, quindi non è così facile. Detto questo ho preso un punto, chissà che non sarà decisivo".
Il momento clou
Ora non è tempo di guardarsi indietro, davanti ci sono tre round importantissimi per entrare nella storia.
Thailandia, Malesia e Valencia decreteranno il nome del nuovo campione del mondo. "
Sono pronto a lottare fino alla fine. Ci devo credere, ed è dimostrato dal fatto che dopo Misano non mi sono fermato a pensarci". Intanto
Jorge Martin ha migliorato anche la fase di partenza... Una vera macchina da guerra. "
Beh, è grazie a tanti fattori, la concentrazione del momento ma anche le prove di partenza , servono per capire cosa serve. Quindi penso con la testa, al tempo di reazione e alla sensibilità nel rilascio della frizione. Perché alla fine il launch control limita un po’ la potenza, ma la gestione è tua".
Ultimi weekend di gara con la Ducati, poi sarà il momento di intraprendere un nuovo capitolo professionale. Nel caso fosse vincitore ha già deciso cosa farà nella prossima stagione. "Indosserò la 1 se vinco, perché è un'opportunità unica. Non è una questione di quale moto o squadra avrò in futuro, il titolo MotoGP è l’ impresa di una vita. Quindi lo indosserei con orgoglio".
Foto Pramac Racing