La stagione 2025 è iniziata con un lungo applauso per il detentore del titolo MotoGP
Jorge Martin. Quando il campione del mondo è salito sul palco per la presentazione del team Aprilia una calorosa accoglienza ha abbracciato il pilota madrileno, che ha portato con sé il numero 1, da oggi impresso sulla livrea della RS-GP. La sfida alla Ducati è iniziata da tempo, adesso serve un altro step per rendere il sogno realtà.
Il calore di Noale
Appena un giorno prima della
presentazione del team a Milano,
Jorge Martin e il compagno di box Marco Bezzecchi hanno effettuato una visita inaugurale presso la sede del marchio veneto. Un'esperienza unica per il campione MotoGP, sentitosi subito avvolto dal calore familiare. "
È stato incredibile da vedere, ci sono state emozioni pazzesche non solo per me e Marco. L'abbiamo visto in faccia a tutti. Immediatamente, si è instaurato un senso di famiglia, quella sensazione quando sei disposto a fare qualsiasi cosa per qualcuno. Non ho mai avvertito così tanto sostegno, in questo modo. C'è un'atmosfera piena di apprezzamento".
Messo alle corde da Ducati, nonostante fosse sulla strade del titolo iridato, in Aprilia sta vivendo sensazioni diametralmente opposte. È anche un dato di fatto che la situazione è completamente diversa da quella di un anno fa, alla vigilia del campionato 2024. "
Un anno fa ho avuto forse la fase più difficile della mia vita, ero depresso e ho dovuto rimotivarmi completamente. Ora mi sento meglio che mai nella mia vita e sono cresciuta in ogni modo". Nonostante il periodo positivo,
Jorge Martin continuerà a lavorare sulla psiche. "
Non smetterò di lavorare su me stesso per questo, nemmeno dal punto di vista mentale. Ho imparato che affrontare lo stato mentale è una cosa che proseguirò anche dopo la mia carriera".
Il primo approccio con l'Aprilia
Nel novembre scorso ha svolto la prima, e finora unica, giornata di test con l'Aprilia RS-GP. Una semplice infarinatura prima della preseason MotoGP 2025 che prenderà il via agli inizi di febbraio. Eredita un lungo lavoro di sviluppo portato avanti soprattutto dall'amico Espargaro, che ha contribuito a portarlo nella squadra di Noale. "Ci siamo subito resi conto che ci sono modi di lavorare molto diversi tra quello che Aleix e Aprilia hanno fatto insieme negli ultimi anni e il mio lavoro con il capotecnico Daniele Romagnoli. Ora si tratta di prendere il meglio delle due parti. Ero entusiasta della metodologia con cui si lavora. Abbiamo subito analizzato molto attentamente il primo giorno e abbiamo subito avviato i passi successivi. È stato bello vedere quanto fossero affamati dei miei commenti".
Serve macinare chilometri con la nuova moto, capire fino in fondo i lati positivi e quelli negativi, apportare le necessarie modifiche, non solo tecniche, ma anche allo stile di guida. "
Al primo test ho guidato l'Aprilia come una Ducati. Devo cambiare il mio stile verso la RS-GP. È una moto diversa e richiede anche abilità diverse. Questo è il processo di apprendimento - ha proseguito
Jorge Martin -.
Era importante avere un'ottima base a Barcellona, che i nostri desideri fossero già stati presi in considerazione per Sepang e che poi avessimo cinque giorni: non vedo l'ora che arrivi".
Le priorità di 'Martinator'
Non può promettere da subito vittorie, replicare la marcia trionfale dell'anno prima è utopia. Ma sicuramente 'Martinator' può intraprendere un percorso che gli consentirà di arrivare alle singole vittorie e nel medio termine al sogno mondiale. In questo momento esatto la sua ex Ducati ha ancora qualcosa in più e partirà da favorita per il trono della MotoGP. "Per me l’obiettivo in Thailandia sarà finire, perché devo capire i limiti della moto. A me non serve cadere senza motivo, l'importante è sapere fin dove possiamo arrivare. Da lì in poi l’obiettivo è migliorare in ogni gara, le sensazioni, il pacchetto, la moto, l'adattamento. Ovviamente la sfida di vincere c'è, ma ora non è questo l'obiettivo".
Jorge e l'ex Ducati
Impossibile non parlare della sua ex Ducati, dell'arrivo di Marc Marquez sulla Desmosedici che sarebbe dovuta essere sua. "Marc Marquez e la Ducati ufficiale? Non conosco le loro sfide, dovrei chiederglielo. Ho già la mia sfida, che è piuttosto grande. Ovviamente, essendo una moto che non conosco, sarà difficile, soprattutto all'inizio, ma ho molta fiducia nelle persone con cui lavoro. Devo avere tante motivazioni, più di quante ne ho avute negli altri anni. Ho anche disciplina. Questa motivazione e disciplina possono essere pericolose".
Chi sarà il principale rivale nella prossima stagione MotoGP? Resterà deluso chi si aspettava Ducati come risposta. "Marco (Bezzecchi) è il primo che devo battere". Nessun rancore verso la Casa di Borgo Panigale... "Se guidassi spinto da rabbia o vendetta, mi schianterei ogni weekend. Devi guidare in modo molto razionale, sapendo cosa stai facendo e dando la tua versione migliore. Se guidassi con quella aggressività, non sarei la mia versione migliore. E' chiaro che dopo averli battuti sicuramente si saranno pentiti. Ma già prima che accadesse, tutta la faccenda del Mugello, sentivo già che non era il mio posto. Quindi sono molto felice che sia successo tutto quello che è successo, che mi ha portato qui, di poter vincere e portare il numero 1 in Aprilia".