KTM si aspettava un rendimento decisamente migliore da parte di
Jack Miller nel 2024 e il mancato rinnovo del contratto è stata l'inevitabile conseguenza di risultati negativi. Se nel primo anno era comprensibile che non filasse tutto liscio, considerando l'adattamento da fare, nel secondo avremmo dovuto vedere una crescita. Nonostante una maggiore esperienza con la RC16, questa crescita non c'è stata e l'australiano ha fatto quasi la metà dei punti del 2023 (87 contro 163). Sarà in griglia anche nel 2025, grazie alla
chance che gli hanno dato Yamaha e Pramac, non deve sprecarla.
MotoGP, Miller spiega le sue difficoltà
Parlando con i colleghi di
Crash.net, il pilota ha provato a spiegare quali siano stati i problemi nell'arco dell'ultima stagione. Ad esempio, è evidente che Ducati sia riuscita a sfruttare meglio le nuove gomme posteriori portate da Michelin, invece la concorrenza ha faticato maggiormente. Però Miller non ritiene che questo aspetto sia stato il principale ostacolo: "
Non direi che abbia fatto deragliare le cose, perché il cambiamento è inevitabile. Non puoi aspettarti di avere le stesse gomme ogni anno. Il cambiamento avviene e siamo stati troppo lenti a reagire. Abbiamo fatto del nostro meglio con le cose che erano in nostro potere, ma non abbiamo reagito in tempo".
Dopo il Gran Premio d'Italia al Mugello, per l'australiano era ufficiale il fatto che non avrebbe più corso per KTM nel 2025. Ciò ha cambiato un po' il supporto tecnico, dato che erano Brad Binder e Pedro Acosta le priorità: "Quando non ricevi gli aggiornamenti - spiega - cerchi semplicemente di adattarti e di aggirare i problemi. Una cosa che ho imparato quest'anno in particolare è cercare di trarre il meglio dalla situazione, provando a dare sempre il massimo".
Gomme Michelin e telaio KTM
Miller ha sofferto molto le vibrazioni al posteriore della sua RC16, ciò è dovuto alle nuove gomme Michelin: "È stata la mia vita per dieci mesi, è successo da quando abbiamo messo questo pneumatico. Non siamo riusciti a trovare una soluzione. La soluzione è provare a guidarci sopra, però è come un muro contro cui si continua a sbattere la testa".
Oltre al problema del pneumatico posteriore, anche non aver avuto tutte le novità inerenti il telaio in fibra di carbonio non ha aiutato Jack: "Io e Augusto Fernandez avevamo la primissima versione. Penso abbia un grande potenziale, ma ovviamente bisogna continuare a sviluppare e forse su alcune cose non abbiamo lavorato abbastanza duramente. Era necessario perfezionare la messa a punto e apportare alcuni aggiornamenti. Pedro e Brad avevano una versione più recente ed erano relativamente contenti, non l'hanno tolta dalle loro moto e quindi significa che era un passo nella giusta direzione".