MotoGP, dominio Ducati senza fine? La 'profezia' di Casey Stoner

MotoGP
mercoledì, 28 agosto 2024 alle 9:02
pecco bagnaia 8
Il campionato MotoGP è nelle mani della Ducati già da un triennio, con Pecco Bagnaia giù due volte campione del mondo e la possibilità di firmare il tris. A rendere lo show più entusiasmante è solo la sfida in pista con Jorge Martin, mentre Aprilia e KTM raccolgono le briciole, Honda e Yamaha arrancano nelle retrovie. La speranza è che il nuovo regolamento in vigore dal 2027 possa rimescolare le carte e livellare gli equilibri. Ma Casey Stoner è pessimista...

Ducati avanti anche dopo il 2027?

Si spera che le regole della MotoGP del 2027 consentano alle inseguitrici della Ducati di ridurre il gap tecnico, al fine di offrire uno spettacolo più entusiasmante. Da tre stagioni la Casa emiliana non ha rivali, tanto da far parlare di Mondiale "monomarca", con otto Desmosedici in pista. Già dal prossimo anno vedremo due Ducati in meno, dopo il passaggio di Pramac a Yamaha, ma non sarà ancora abbastanza per rivedere le M1 in zona podio. Si prospetta un altro biennio all'insegna di Borgo Panigale, ma dal 2027 le cose potranno cambiare?
Stoner, che vinse il primo titolo MotoGP per la Ducati nel 2007, ritiene che il costruttore italiano continuerà ad avere un certo vantaggio anche con i nuovi regolamenti. "Penso che la Ducati stia fondamentalmente cercando di far sì che quelle regole vengano nuovamente implementate", ha detto l'ex pilota australiano parlando con Neil Hodgson nel podcast 'Ducati Diaries'. "Sanno che avranno un vantaggio in quella situazione. Se ci pensi, se hai già molta potenza, il divario sarà maggiore quando passerai a un motore [di cilindrata] più piccolo. Per loro, quel divario sarà ancora più grande di quanto non sia adesso".

Le nuove regole MotoGP

Non solo Ducati potrebbe continuare a dominare. Secondo Casey Stoner le zone di frenata si ridurranno, quindi "ci saranno meno possibilità di sorpasso". La leggenda australiana approva alcune scelte in materia di regolamento, come la rimozione dei dispositivi holeshot in marcia, ma boccia altre norme che non aiutano a ridurre l'avanzata tecnologica troppo repentina. "Mi sembra ancora che siano delle auto di Formula 1 con due ruote", ha detto il due volte campione del mondo MotoGP. "Abbiamo il controllo della trazione, il controllo dell'impennata e tutto ciò che la Formula 1 non ha. Capisco che le moto debbano progredire tecnicamente, fino a un certo punto. Ma c'è un punto in cui tutto questo deve fermarsi".
In tale maniera il talento dei piloti viene messo in secondo piano, per fare spazio alle tecnologia di questi prototipi sempre più all'avanguardia. "Non voglio qualcosa che sia facile da guidare, voglio moto che siano difficili da guidare. Quando quel livello di aderenza scompare, quando è più difficile da guidare, allora inizia a vedere di cosa sono capaci le persone. Al momento, non stiamo guardando un campionato che mette in mostra il talento, stiamo guardando un campionato dove gli ingegneri stanno cercando di togliere i piloti dalla guida. Vogliono arrivare al punto in cui possono mettere praticamente qualsiasi pilota (in sella) e saranno in qualche modo competitivi".

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