Diogo Moreira è il pilota del momento, in pista e sul mercato. Nella qualifica Moto2 il brasiliano è stato perfetto, acciuffando la pole per la quarta volta in stagione. Il primato è il grido di battaglia lanciato verso il battistrada mondiale, cioè Manuel Gonzales. L'inseguitore del team Italtrans deve recuperare 35 punti sul battistrada, e a nove GP dalla fine la categoria di mezzo è più incerta che mai. Nella classifica Mondiale c'è in mezzo anche Aron Canet, che è riemerso dalla tagliola della pre qualifica acciuffando la seconda fila (sesto tempo). In questo toboga non è una posizione comodissima, ma per come si era messa venerdi (21° tempo) per Fantic Racing questa risalita è grasso che cola. In prima fila, in mezzo ai due galletti, c'è l'ottimo Zonta van der Goorbergh: ha sfiorato la pole piombando dalla Q1.
Moreira lanciatissimo
Diogo è alla seconda stagione in Moto2. Ha 20 anni e un posto assicurato in MotoGP: mancano annunci ufficiali, ma la destinazione è Honda. Il brasiliano è cresciuto esponenzialmente in un team Italtrans che ha una gestione da top team: sul ponte di comando c'è
Livio Suppo, ex uomo di fiducia Ducati, Honda e Suzuki in MotoGP. Il coordinamento è affidato a Roberto Brivio, un'altra figura d'esperienza nel paddock del Motomondiale. Il resto lo sta facendo Diogo: quest'anno ha già sbancato Assen e domenica scorsa in Austria. Il tris sarebbe il trampolino per il Paradiso. Manuel Gonzales finora è stato non solo velocissimo, ma anche molto consistente. Il ritiro del Red Bull Ring ha complicato i piani iridati del pilota spagnolo che prese il volo aggiudicandosi il
Mondiale WSSP300. Anche lui aspira al passaggio immediato in top class: con Diogo è sfida nel presente e verso il futuro.
Arbolino e Vietti, come si spiega?
I due italiani qualche tempo fa erano sui taccuini dei team manager MotoGP, in particolare Tony Arbolino. Ma la militanza proloungata nella categoria di mezzo è come se li stesse un pò offuscando. Vietti era reduce dall'ottimo GP Austria, concluso al terzo posto, due posizioni davanti ad Arbolino. Ma sei giorni dopo hanno fatto entrambi un repentino passo indietro. Su un tracciato infido e stretto dovrà scattare 23° in griglia. Poco meglio Tony Arbolino, che scatterà appena davanti al connazionale. Come sia possibile passare dalle stelle (o quasi) ai meandri della classifica è difficile da spiegare: la Moto2 è irta di difficoltà e trabocchetti.