“Marquez re, Bagnaia principe”: Tardozzi non irrispettoso, ma da stimolo

MotoGP
venerdì, 25 aprile 2025 alle 20:30
bagnaia
Davide Tardozzi, team manager della Ducati Lenovo, non è uno che le manda a dire. Coriaceo nella gioia, lucido nelle difficoltà. Il primo a sostenere il “suo” Pecco indicandolo come il “numero 1” a fine 2024, nonostante il mondiale sfumato; il primo a dare una strigliata quando essere “señor” (per dirla alla Marquez) rischiava di diventare un limite.
Nell’attesa del weekend di Jerez, quinto appuntamento del mondiale MotoGP, Tardozzi ha riacceso il tema della convivenza in Ducati tra Marc Marquez e Pecco Bagnaia: “Quando Marc ha fatto 52.5 e 52.6 a quattro giri dalla fine del GP di Qatar, ha dimostrato che è il re in questo momento. Penso che in Ducati abbiamo il re e il principe”. Una frase pacifica, se nello stesso team del supercampione di Cervera ci fosse un compagno “normale”, anziché l’ex “numero 1”. Ad ascoltarla, i pensieri tentano subito di connettersi con quelli di Bagnaia, uno che non accetta di essere secondo a nessuno. E infatti la replica arriva in conferenza, con il suo stile, senza polemiche: “Marc è il re perché è più vecchio di me”.
Il non detto della risposta di Bagnaia si può facilmente intuire. Otto mondiali contro tre è un dato di fatto, per il momento. Il bagaglio ingombrante del compagno di squadra, da ridimensionare mettendo nel proprio nuovi trofei e titoli. La reazione attesa da Tardozzi, perché la stima del team manager per Bagnaia è nota, così come la sua capacità di pungolarlo al momento giusto. Guardando alla successiva tirata di orecchie, invero, si comprende meglio lo spirito della sua investitura: “Bagnaia non è il tipo che si adatta a guidare una moto non nel suo stile. Dovrebbe imparare a gestire le criticità e sfruttare i punti di forza della Desmosedici”.
Le parole di Tardozzi non sono istintive come le sue esultanze. Sono dirette a stimolare un pilota che in questo momento ha bisogno di un moto d’orgoglio per rialzare la testa. Una scossa dall’esterno per muoverlo dall’interno. In maniera meno diretta rispetto alla lavata di capo dopo la sprint del GP di Thailandia 2024, ma con lo stesso obiettivo. Allora funzionò, e Bagnaia vinse la gara domenicale. Allora serviva essere duri. Oggi serve maggior tatto.
Se Bagnaia avesse risposto con le parole non dette, che verosimilmente suonerebbero “te la faccio vedere io”, Tardozzi ne sarebbe stato contento. Ma, di sicuro, gli va bene anche se Pecco, da vero señor, le ha solo lasciate impresse nella mente.

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