Estromesso quasi del tutto dalla lotta per il mondiale, ma non per questo vuole darsi per vinto. Marc Marquez, scivolato a 78 lunghezze dal capo-classifica Jorge Martin in seguito al ritiro forzato nel GP di Mandalika, approccerà con la stessa determinazione di sempre i conclusivi 6 eventi stagionali, prima di tuffarsi nulla nuova avventura in Ducati ufficiale. Possiamo starne certi. Lo riafferma l’esito di un concitato venerdì, non solo dal punto di vista prettamente climatico, al Mobility Resort Motegi dove il portacolori del team Gresini Racing Ducati ha ottenuto il secondo tempo al termine della sessione di Practice
venendo battuto per soli 33 millesimi da un sorprendente Brad Binder.
IL BILANCIO DI MARQUEZ SULLE PRIME PROVE
L’accesso diretto al Q2 è assicurato, anche se l’analisi del pluri-Campione del Mondo va ben oltre il verdetto del cronometro: “Ho patito alcuni problemi su entrambe le moto e siamo rimasti al box per molto tempo”, ha affermato il numero 93. “Ho cercato di rimanere concentrato dato che domani dovrebbe piovere e non mi piaceva l’idea di essere in Q1 con pista bagnata. Fortunatamente siamo riusciti a risolvere un po’ di cose. Ho completato pochi giri con quella che definirei la mia moto ‘normale’, quanto basta per stare dentro ai primi 10. Alla fine, sono secondo. Il che non è male, ma ci sono ancora tante cose da sistemare. Le mie sensazioni sono peggiori rispetto a quanto dica la classifica, difficile capire il nostro livello attuale”.
IL RITORNO (DA DUCATISTA) A MOTEGI
Marc Marquez torna per la prima volta a Motegi dopo la separazione da Honda HRC in quello che per anni è stato il suo “feudo”: “Ieri respiravo un’atmosfera strana, ma quando sono entrato in pista ho pensato solo a dare il massimo. Solitamente alla vigilia di questo fine settimana dovevo partecipare ad un sacco di eventi oppure incontrare i capi, adesso invece è uno dei GP più tranquilli”.
IL PARERE SU ALBESIANO
A proposito di Honda, il tema del giorno è indiscutibilment
e l’arrivo alla corte della casa dell’ala d’orata di Romano Albesiano. Chi meglio di Marc Marquez poteva commentare questa grande novità:
“Non lo conosco personalmente, ma è una buona mossa. HRC, si sa, dispone risorse elevate, più di qualsiasi altro qua dentro. Sulla carta questo movimento va contro la filosofia della casa, ma la situazione attuale richiedeva una mossa per ritrovare rapidamente la via della competitività. Per farlo, oggigiorno bisogna strappare gli ingeneri alla concorrenza perché è un modo veloce ed economico. Albesiano porterà informazioni utili alla causa, sono felice per loro. Honda sta spingendo e questa è una bella notizia, significa che vogliono tenere alto l’impegno in MotoGP. Prima o poi torneranno al top”.