Un ruolo importante che continua.
Manuel Poggiali si prepara per un altro 2025 tra
Gresini Racing e Ducati Lenovo, un doppio impegno che va sempre sottolineato.
L'unico campione del mondo sammarinese da una parte tiene d'occhio Alex Marquez ed il rookie Fermin Aldeguer, pilota di grandissimo interesse per Ducati,
come ci ha raccontato anche Davide Tardozzi. Dall'altra l'attenzione è per Marc Marquez e Pecco Bagnaia, un
binomio stellare con cui la casa di Borgo Panigale vuole sognare molto in grande. Dopo i due iridi personali, certo a Poggiali non dispiacerebbe vincere un altro Mondiale in una veste differente! Abbiamo avuto l'occasione di parlare con l'ex pilota ed ora Riders' Coach in MotoGP, ecco la nostra intervista.
Manuel Poggiali, continua il tuo 'doppio ruolo' importante in Ducati.
Continuerò anche quest'anno con tutt'e quattro i piloti, anche se è ovvio che la priorità è sicuramente il team Ducati Lenovo, quindi con Pecco e Marc. Rimane sempre anche il rapporto con Gresini Racing, quindi anche con Alex e Fermin. Sono contento di poter fare la mia ottava stagione con questa squadra, la mia terza in MotoGP. L'obiettivo principale, per me ma non solo, è quello di conquistare il titolo quest'anno. Ci sono e ci siamo andati vicini, ma mai così tanto da poterlo vincere.
Come vedi i due piloti Gresini Ducati per il 2025? Iniziamo da Alex Marquez.
Alex ormai è un veterano del team e della categoria, è un pilota molto veloce e l'ha dimostrato con i podi che ha conquistato e con il modo in cui ha finito la scorsa stagione. Secondo me è un ottimo segnale una certezza anche per lui: può essere un pilota vincente, che può lottare in ogni gara per le posizioni di vertice. Sono fiducioso, quest'anno Alex può fare il salto di qualità in MotoGP e lavoreremo per ottimizzare quelli che lui sa essere i suoi punti un po' più critici. Deve migliorare nelle fasi di ingresso curva, in parte anche per manovre che lui ha la tendenza a fare, e dobbiamo cercare di migliorare. È già un pilota veloce, se migliora queste cose può diventarlo ancora di più.
Riguardo Fermin Aldeguer invece? Un esordiente già 'sotto i riflettori'.
Per Fermin sarà una novità. Onestamente non me la sento di dare dei target in termini numerici, userei piuttosto dei termini di crescita continua, questa è la cosa più importante. Vederlo crescere sessione dopo sessione sia la cosa più bella e positiva, sia per chi lo guarda che soprattutto chi ne è parte tecnica assieme a lui. Sarà una stagione di crescita, che lo vedrà, perché no, a lottare per posizioni interessanti verso fine anno. Ripeto, la priorità però è quella di vederlo crescere turno dopo turno.
Potrebbe però lui stesso mettersi un po' troppa pressione che quindi condizionerebbe il suo lavoro?
Credo che la pressione sia un privilegio di questo sport. È comunque qualcosa che da pilota professionista devi imparare a gestire, per cui credo faccia parte anche del suo percorso. Fermin è un pilota molto giovane, che alla sua età è arrivato in MotoGP: non ha vinto nessun titolo, ma credo che il suo potenziale sia molto alto. Non aver vinto nessun titolo lo porta a non aver avuto il privilegio di gestire la pressione, quella vera, che porta giocarsi un Mondiale. Ma sarà un percorso da gestire e trattare nella sua carriera, se dovessi esserne parte con lui sarà bello e piacevole trasferirgli quella che in parte è stata anche la mia esperienza.
Cosa può aiutare Aldeguer nella sua stagione d'esordio?
Una cosa fondamentale è la tranquillità che ti può dare il tuo gruppo di lavoro, le persone che lavorano con te e ti sono vicine. Anche per loro, che le abbiano vissute o meno, è fondamentale trasferire la maturazione di una persona sicuramente più "datata", quindi anche quello è un dettaglio per provare a fare qualcosa di veramente importante.
Come vedi Bagnaia-Marquez, il nuovo "dream team" Ducati?
Onestamente molto bene. Sulla carta è il team più vincente del circus: gli 8 mondiali di Marc e i 3 di Pecco sono sicuramente numeri che nessun'altra squadra ha con sé. Questo però è il passato, a noi interessa il presente, vogliamo conquistare questo titolo. Da parte nostra è importante cercare di gestire al meglio entrambi i piloti, di dare ad entrambi lo stesso trattamento, ovviamente lo stesso materiale e mettere entrambi nelle migliori condizioni personali per poter fare del loro meglio. Come staff tecnico e squadra è la cosa più importante.
L'attenzione è chiaramente soprattutto per Marquez. Come si troverà nel team ufficiale Ducati?
Secondo me si troverà bene. Penso che sia Pecco che Marc siano due piloti veramente molto veloci, due talenti e campioni, come hanno dimostrato. Chi più chi meno in termini di titoli, in parte per possibilità ed anni di esperienza. Credo però che entrambi siano piloti formidabili, campioni veri: poter lavorare con loro sarà solo un privilegio. Al di là di tutto quello che può ruotare intorno, l'obiettivo è solo uno in Ducati e chi sarà più bravo lo otterrà.
Tornando al 2024: tanta delusione in Ducati per il risultato di Bagnaia, giusto?
C'è stata indubbiamente delusione per tutto il gruppo. È una squadra che lavora con un unico obiettivo, non averlo raggiunto è sicuramente stato deludente, non ci nascondiamo. Devo anche dire che è stato un campionato che ha trasferito agli occhi di tantissime persone una competitività sana, cosa probabilmente mai vista prima. Un dettaglio che non è tanto venuto fuori secondo me, ma che ha dato ancora più valore sia a chi a vinto che a chi ha perso. Soprattutto, c'è la consapevolezza che bisogna lavorare per guadagnarsi il titolo 2025 e adesso la cosa più importante è essere pronti per lottare.
Da ex pilota, cosa senti di poter dare in più ai piloti attuali?
Credo di poter essere intanto un punto di riferimento. Ho fatto quel tipo di attività, ho vissuto certe situazioni, quindi ho una credibilità anche diversa nel trasferire un dato, un'informazione. Averlo fatto mi dà qualcosa in più: sono stato vincente, ho lottato per buona parte della carriera in posizioni di vertice, quindi credo sia un altro aspetto importante da trasferire. Il privilegio di lottare per un titolo, indipendentemente da vincerlo o perderlo, è comunque un altro tipo ancora di competizione rispetto a quello di tutti i piloti della griglia. Acquisisci delle emozioni e delle sensazioni che devi imparare a gestire, diverse da una singola gara.
Meglio o peggio rispetto al tuo ruolo attuale?
È più impegnativo, con lo stress di sapere che ti giochi il tutto per tutto... Magari perché cerchi di viverla come una gara normale, mentre in realtà hai gli occhi puntati addosso, quindi le cose cambiano. È qualcosa che ti arriva, vuoi o non vuoi.