Motomondiale: Stefano Bedon si toglie qualche sassolino dalle scarpe

MotoGP
lunedì, 13 gennaio 2025 alle 12:15
stefano bedon
Il team Fantic Racing nel 2024 è il stato il protagonista assoluto del Motomondiale Moto2. Aron Canet, lo ricordiamo, ha vinto quattro gare ed ha conquistato altrettanti secondi posti terminando la stagione al secondo posto in classifica iridata. Dietro a questi splendidi risultati si cela il lavoro della squadra capitanata da Stefano Bedon, Project Manager nonché uno tra gli uomini di maggiore esperienza e competenza all'interno del paddock del Motomondiale. Bedon è una persona vera, autentica e senza veli come emerge anche dalle sue parole in questa intervista esclusiva a Corsedimoto.
"Nel mio lavoro diventi bravo quando ti circondi di persone più brave di te. A 30 anni vuoi essere il migliore in tutto. È con un po’ di saggezza, invece, che capisci che ti devi circondare di persone più brave di te nel proprio ruolo e devi semplicemente coordinarle e metterle nelle condizioni di esprimersi al massimo: vale per i piloti, per i capotecnici, per gli addetti stampa e per qualsiasi ruolo interno ad un progetto come quello che abbiamo messo in piedi. L’affiatamento all'interno della squadra è fondamentale".

C'è stato?

"Sinceramente è stato pessimo nel 2023 e fantastico nel 2024. In un anno è cambiato tutto radicalmente e questo ha, senza dubbio, contribuito ai risultati ottenuti".

Perché pessimo?

"Vedi, Fantic ha rilevato la squadra Moto2 di VR46 a fine 2022. Nel 2023, non abbiamo voluto cambiare nulla, né un meccanico e neppure un fornitore. Se l’avessimo fatto, qualsiasi calo prestazionale sarebbe stato imputato a quel barlume di novità apportato. Invece era fondamentale non avere scuse e cercare di ritrovare quel feeling che Vietti aveva avuto nella prima parte della stagione 2022.
Il fatto è che quando, nel mondiale, sei stato nella squadra di Valentino Rossi, qualsiasi altra appartenenza è un “downsize” difficile da accettare non solo per il pilota, ma anche per un meccanico. Quindi c’erano continui malumori e un senso di frustrazione che andava eliminato. Allora sono andato dal nostro guru Mariano Roman e gli ho chiesto: “Vogliamo continuare ad essere una succursale distaccata di VR46 o cercare di costruire il team Fantic?”
In azienda andiamo d’accordissimo e Mariano è uno che la sa lunga, così ci siamo gettati nella mischia con delle scelte coraggiose: non abbiamo esercitato opzioni e in cambio abbiamo tolto l’adesivo Mooney dalle carene. Questo ha comportato dei sacrifici in termini di sostituzioni interne al team ma, senza dubbio, nel 2024 la squadra è stata Fantic 100%. L’affiatamento è stato grande e penso anche ben visibile dall’esterno. C’è da dire che anche Aron ha contribuito, con la sua vena di follia scherzosa, a creare quell’affiatamento. Abbiamo lasciato un po’ la corda molle visto i risultati (scherzi sempre e comunque fatti a tutti) fino a quando abbiamo rischiato di essere gli ultimi concorrenti di squid games! ".

Perché Fantic ha puntato su Canet?

"Personalmente ho sempre preferito piloti dal talento genuino e cristallino con delle difficoltà ad esprimersi ai piloti che diciamo, ci arrivano ma non sai se ci arriveranno… Non so se mi spiego. Aron non aveva mai vinto una gara in Moto2 ma era evidente che era fortissimo e c’era qualcosa da mettere a posto. Era veloce sempre e dappertutto, diversamente da altri, ma semplicemente non vinceva.
Ecco che Roberto Locatelli, ex pilota, ex campione del mondo, 50 anni di saggezza in pista, era perfetto per instaurare con lui il rapporto che serviva a farlo rendere al massimo. Ancora una volta uno certamente più bravo di me a fare il suo. Questo è stato il binomio vincente, con Roberto, come dice sempre, più impegnato a “togliere che a mettere” su Canet, ed ecco la magia. Ancora più evidente se consideriamo il miglioramento progressivo nell’arco della stagione".

Ti sei tolto qualche sassolino dalla scarpa?

"Alla fine del 2023, c’è stato un telecronista che ha avuto il coraggio di dire queste parole:
“Canet non è mai stato un super vincente… però cosa dire, penso che con Fantic farà uno step tecnico veramente indietro rispetto al team Pons che fino ad oggi è stato il miglior team che c’è…” (per altro il capotecnico di Fantic su Canet, ha lavorato moltissimi anni nel team Pons).
È lo stesso telecronista che non ha mai pronunciato la parola Fantic per tutto l’anno 2024. Penso sia stata dura ingoiare il rospo di tutte le vittorie ottenute quest’anno da un pilota e da un team non vincenti…
Penso anche che bisognerebbe aver maggior rispetto per un’azienda italiana che si impegna nel nostro mondo e da dà mangiare a 500 persone sul suolo nazionale".

E invece si è classificato secondo in classifica mondiale...

"Allora, anche qui voglio essere chiaro. Le corse sono spietate: se stai davanti ti vedono tutti in TV e sei qualcuno. Se arrivi dopo la quinta posizione non ti vede nessuno. In MotoGP, ci sono team che, purtroppo, si sono visti pochissimo in TV per la scarsa competitività dei mezzi. In Moto2, le moto sono simili e la competitività da considerare è solo quella dei piloti.
Fantic fa le corse per mostrare il suo marchio in tutto il mondo. Allora il ragionamento che abbiamo fatto è stato chiaro: o abbiamo un pilota 2 forte che si gioca il podio oppure tanto vale prendere un pilota che contribuisca al budget della squadra corse e che ci liberi più risorse per partecipare ad altri progetti… e visto che siamo sbarcati in MXGP si è capita la scelta. Ma attenzione, ci abbiamo provato ad avere il pilota 2 forte. Abbiamo aspettato il Diggia fino a Valencia e ve lo può confermare anche il suo manager. Gli abbiamo dato la sicurezza di non restare a piedi se qualche team della MotoGP non lo avesse preso."

Baltus?

"Ha fatto un podio l’anno scorso. È un pilota che ha avuto delle difficoltà anche personali. Il suo team precedente (RW) lo ha amato perché è un ragazzo “giusto”. Aveva solo bisogno di un cambiamento per fare uno step anche interiore. Ci sono i presupposti per far bene. Non mi sbottono: vedremo".

Ora siete tra i favoriti per la conquista del titolo. Chi temete?

"Siamo modesti, a noi basterebbe fare una sola posizione meglio in classifica, quindi temiamo prima di tutto noi stessi, anche se plaudo alla solidità tecnica e psichica dei nostri capotecnici, Jairo Carriles e Miguel Gomez e il dominio del box da parte di Roberto Locatelli. Pure i nostri meccanici non scherzano, ci credono tutti e sono sempre pronti a studiarsi qualcosa per innalzare la competitività anche dello 0,1%. Ecco, direi che rispettando alla lettera il regolamento, comunque, di innovazioni Fantic sulla moto ce ne sono, perché abbiamo fatto squadra anche con le teste pensanti dell’azienda, e ci sono tanti cervelli sopraffini che progettano in Fantic.
A parte noi stessi, temiamo la crescita esponenziale di Diogo Moreira, che non ha cambiato squadra, è giovane e può solo migliorare. Anche Garcia può tornare, se si ritrova. Arbolino è fortissimo ma ha cambiato moto e deve ricominciare tutto: certo gestito dagli amici bravi Borsoi e De Angelis quindi può davvero esprimersi alla grande. Aggiungerei Gonzales e Oncu, mentre per il talento esplosivo Alonso speriamo sia troppo presto!".

Fantic è più famosa per l'off road. Perché s'impegna così tanto in Moto2

"La nuova Imola e la nuova Stealth danno un senso al progetto Moto2. Sono i primi modelli da strada Fantic e sono bellissimi. Uscirà prima la naked Stealth 125, poi la 450 e poi la sportiva Imola e vi assicuro che, soprattutto per la Imola, c’è stata stretta collaborazione tra il team e i progettisti!".

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