Lo "Showdown" di Atlanta della classe 250 ha regalato spettacolo con i piloti, sia della costa Est che della costa Ovest che hanno dimostrato di essere veloci e in prospettiva futura pronti per la classe 450.
Alex Martin, classe 1989 pilota del team JGRMX/Yoshimura/Suzuki Factory Racing è tra i grandi protagonisti del campionato della costa Est. Vice campione del National 2018 in sella alla KTM del team TLD/KTM, l'americano originario del Minnesota ha firmato per il costruttore giapponese negli ultimi mesi della scorsa stagione, con un solo grande obiettivo; vincere.
Alex, quali sono le tue sensazioni in questo inizio di stagione?
" Mi sento competitivo dopo un inverno produttivo con il team JGR Suzuki Factory Team dove abbiamo lavorato tanto. La 250f è una moto su cui mi trovo molto bene". Quali sono le differenze maggiori tra la KTM che guidavi nel 2018 e la Suzuki di questa stagione? " Essendo piuttosto piccolo, la Suzuki la guido meglio. Ha un cockpit più ristretto e pedane più adatte a me. Ha un telaio davvero prevedibile che mi aiuta tantissimo soprattutto nelle "whoops" e questo per un pilota di bassa statura è importante. Come motore credo che la Suzuki abbia più coppia mentre quello della KTM più allungo nella potenza." Austin Forkner è partito alla grande, cosa ti serve per batterlo?
" Forkner sta guidando davvero bene. Per batterlo bisogna partire bene e non commettere errori nei primi due giri della gara. Sento di avere la velocità per restare con lui ma devo essere in una buona posizione all'inizio".
Quali sono i tuoi programmi con la Suzuki per il futuro, anche in ottica 450. " Ho firmato per 2 anni con il team JGR Suzuki e il mio obiettivo è quello di conquistare delle vittorie e dei podi. La classe 450 è sicuramente dove vorrei andare in futuro senza dubbio". Segui la MXGP e cosa pensi di Thomas Covington e Hunter Lawrence arrivati negli Usa dopo l'esperienza nella MX2?
" Seguo attentamente il mondiale e sono un grande appassionato del mondiale. Per me è un grande piacere gareggiare contro i ragazzi che vengono negli USA per correre".