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Superbike Assen, Gara 2: Alvaro Bautista, il nuovo padrone

Alvaro Bautista sbanca anche Assen, la pista che Jonathan Rea considerava ideale per cambiare l'inerzia del Mondiale. Un duello fantastico, ma vince sempre la Ducati

14 aprile 2019 - 14:36

Alvaro Bautista è il nuovo padrone della Superbike. Ad Assen ha centrato una strepitosa  doppietta dal peso specifico enorme: su questo tracciato il rivale Jonathan Rea aveva vinto dodici volte ed era convinto di poter tendere un agguato coi fiocchi al fenomeno Ducati. Invece niente, il piccolo madrileno ha sbancato anche qui, allungando ad undici (mai successo) la striscia di vittorie da inizio campionato. Adesso i punti di vantaggio in campionato sono 53, potevano essere di più se per il maltempo del sabato non fosse stata annullata la gara sprint che ne assegna undici. La Kawasaki si era lamentata, invece alla fine agli uomini in verde è andata pure bene. Rea ha scelto la gomma più dura, tentando di prendere in scacco Bautista partito con la più soffice. Ma non ha pagato.

REA CHE PARTENZA!

Bisogna dare atto a Jonathan Rea di provarle tutte. Costretto in  terza fila, con Bautista in pole, il quattro volte iridato è scattato come un diavolo. Alla prima curva era già terzo, alla seconda ha infilato Michael van der Mark come fosse fermo e poco dopo ha puntato l’interno di Alvaro Bautista, balzando al comando della corsa. Un’assalto da brividi. Jonathan è rimasto davanti sei giri, provando a sbarrare la porta alla risposta di Alvaro. Che non si è fatta attendere. Quando il ducatista ha rimesso la testa avanti è cominciato un fantastico botta e risposta a suon di giri veloci: Rea ha provato a spingere, Bautista gli ha risposto ogni volta per le rime ritoccando più volte il primato della pista. Il braccio di ferro è durato fin quando Rea non ha cominciato a perdere terreno, in evidente crisi d’aderenza, fino a farsi risucchiare anche da Michael van der Mark.

PERCHE’ REA E’ PARTITO CON LA DURA?

La scelta Kawasaki di montare la posteriore di tipo C, la più dura disponibile, è difficile da spiegare. Alvaro Bautista infatti ha fatto la differenza con la A. E dopo la brutta esperienza di gara 1 anche le Yamaha di Michael van der Mark e Alex Lowes si sono adeguate, alzando decisamente il ritmo. Strano che Rea non si sia accodato alla scelta Ducati: perlomeno avrebbe evitato di perdere anche il secondo posto, cioè ulteriori quattro punti. La pressione che sta esercitando Alvaro forse sta mandando un pò fuori registro le scelte tecniche del team vincitore di cinque titoli Mondiali nelle ultime sei stagioni?

GLI ALTRI? EVAPORATI

L’arrivo di Bautista ha alzato in maniera esponenziale il livello. Rea in qualche modo resiste e sulla pista di casa perfino Michael van der Mark ha avuto il suo attimo di gloria. Ma gli altri sono dispersi nelle nebbie. Chaz Davies è rimasto per qualche giro in scia al compagno (prima volta che succede) poi è scivolato in quinta posizione a 13″ secondi dalla Ducati gemella. Le BMW, efficacissime sul giro secco, si sono ancorate in sesta e settima posizione, a oltre dieci secondi dal podio e con Markus Reiterberger (che qui è velocissimo) due volte davanti a capitan Tom Sykes. Il fine settimana di Marco Melandri si chiude con un triste 14° posto.

1 commento

calderonipaol_14252081
15:07, 14 aprile 2019

La Ducati ha scoperto un campione.
Sono felicissimo per Bautista pilota che ho sempre apprezzato

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