Cinque gare delle classi 'Solo' finora disputate, tre successi di
Michael Dunlop. Con la Ducati Panigale V2 ex-Campionessa del Mondo con Adrian Huertas ed il team Aruba, Mickey-D si è imposto da incontrastato mattatore nella seconda corsa in programma della classe Supersport. Di fatto la "
sua" categoria, dove ha messo a segno 15 delle 32 affermazioni finora conseguite al TT dell'Isola di Man, bissando in questa circostanza
l'affermazione della prima corsa dedicata.
DUNLOP E DUCATI: BIS IN SUPERSPORT
In una Gara 2 della Supersport partita con un paio d'ore di ritardo,
Michael Dunlop sotto le insegne Milwaukee Ducati ha fatto la differenza, rispettando a pieno il pronostico della vigilia. Se nelle battute iniziali si è ritrovato impensierito da un trio di avversari, nel prosieguo della contesa ha preso il largo, costruendo un rassicurante vantaggio che gli ha permesso anche di non pagare eccessivamente la sosta lenta per l'unico pit-stop previsto nei 4 giri in programma. Lo testimonia il fatto che, all'inizio dell'ultima tornata, si era presentato con addirittura 21" di margine su Harrison, 35" a scapito di Todd.
VITTORIE ITALIANE CON DUCATI E PATON
Dopo aver accantonato nel 2024 la Triumph Street Triple 765 RS riprendendo la sua "fidata" Yamaha R6, con la Ducati Panigale V2 il figlio e nipote d'arte si è trovato a meraviglia al Mountain Course. Centrata la 30esima vittoria in Gara 1, con questo bis raggiunge quota 32 successi, con altre chance da giocarsi da qui a sabato. Tra le 'big bikes', ma soprattutto tra le Supertwins dove, nella giornata di ieri, si è imposto nella prima sfida ai comandi della Paton S1R vestita con i colori ufficiali.
HARRISON E TODD SUL PODIO
Lontani da MD, hanno completato il podio il vincitore di Gara 1 della Superstock Dean Harrison (Honda Racing UK, secondo a 26") ed il primatista della Superbike Davey Todd (myCOOLMAN by Padgett’s Motorcycles). Quest'ultimo, tra l'altro, rallentato sin dal primo giro da un problema al freno posteriore, di fatto inutilizzabile nei restanti giri in programma. Peggio è andata a James Hillier, il quale con la Kawasaki ZX-6R 636 del team Bournemouth ha salutato la compagnia troppo presto dopo ottimi primi rilevamenti che lo avrebbero proiettato tra i legittimi pretendenti al podio.
Servizio fotografico di Fabio Armanino