Superbike Magny Cours: Jonathan Rea è il più grande di tutti i tempi?

In Pista
mercoledì, 27 settembre 2017 alle 11:03
Mancano ancora tre round (Francia, Spagna e Qatar) ma il Mondiale Superbike è già arrivato alla resa dei conti. Questo week end a Magny Cours, tra i dolci vigneti della Nievre, Jonathan Rea può laurearsi per la terza volta consecutiva campione del Mondo con la Kawasaki. E' il più forte di sempre?
COME NEL 1991 - Per uno strano gioco del destino è una situazione pressoché identica a quella che la Superbike ha vissuto 26 anni anni fa. Anche allora Magny Cours era la terzultima tappa del Mondiale, si corse domenica 29 settembre. Il texano Doug Polen chiuse aritmeticamente i giochi regalando alla Ducati il secondo iride di fila dopo lo storico trionfo di Raymond Roche nella stagione precedente. Dopo la Francia arrivarono Mugello e Australia, ormai ininfluenti per la classifica. Polen non si fermò, ne vinse altre due: una in Toscana e l’altra a Phillip Island. A fine stagione Doug chiuse con 432 punti contro 282 di Roche, ma allora il sistema di punteggio era diverso, la vittoria dava 20 punti (contro gli attuali 25) e il secondo posto 17 (invece di 20).
[caption id="attachment_146839" align="aligncenter" width="1024"]Doug Polen, campione del Mondo 1991
DOMINIO - Jonathan Rea è al comando del Mondiale, ininterrottamente, da quasi tre anni, cioè da quando è salito sulla Kawasaki. Con 49 successi all’attivo ormai è ad passo dai miti del passato, anche il plurivittorioso di sempre Carl Fogarty ancorato a 59 trionfi. Tra i commentatori di oggi c’è chi è convinto che la supremazia di Rea abbia ucciso l’interesse nei confronti della Superbike, ignorando che in passato le derivate di serie hanno conosciuto molto spesso dittature anche peggio di quelle del Cannibale. Proprio nel 1991 Doug Polen vinse 17 gare su 26 in totale, con la Ducati che ne portò a casa 23. I 3 restanti furono della Yamaha, considerata anche la doppietta del Canada che venne disertato da tutti i big per la pericolosità di Mosport. Praticamente quell’anno la Ducati vinse tutto, esclusa la gara finale di Phillip Island andata a Kevin Magee, pupillo Yamaha. Quando, per altro, Polen era già campione…
ANNI D’ORO - Eppure la Ducati nel ’91 non correva da sola, anzi. A quei tempi non c’era il numero chiuso come adesso e ben 94 piloti (!) andarono a punti. Sei le Marche presenti: Ducati, Yamaha, Kawasaki, Honda, Suzuki e Bimota. Le sconfitte Kawasaki e Honda avevano fior di squadre e piloti. In verde quell’anno c’erano Rob Phillis e Aaron Slight, sulla Honda - tra gli altri - Fred Merkel (due Mondiali) e Carl Fogarty, ai primi assaggi di Superbike. Eppure la marca più importante del Mondo non ci mise mano, esattamente come adesso… Anche allora, ovviamente, si parlava di regole che non funzionavano. La Ducati aveva un cospicuo vantaggio di cilindrata (1000 contro 750 delle quattro cilindri giapponesi) che gli avversari non mancavano ogni volta di sottolineare. Erano polemiche ogni week end.
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Doug Polen Campione del Mondo 1991
Doug Polen Campione del Mondo 1991
GOMME - C’è anche altro. Doug Polen era il pilota di riferimento Dunlop che nella stagione ’91 aveva gomme fuori portata per i piloti Michelin, a partire da Roche. La Ducati del texano correva su un binario, ecco perché Doug quasi ogni volta andava in fuga e buonanotte. La vita di Jonathan Rea è assai più dura: le gomme oggi sono identiche per tutti, la Kawasaki ha 200 cc di cilindrata in meno rispetto alla Ducati. Sospensioni e freni sono a prezzo politico fissato per regolamento, l’elettronica Kawasaki è Magneti Marelli come quella della Rossa. Inoltre, è partito 9 volte in terza fila, retrocesso dalla (discutibile) norma "salva spettacolo". Eppure vince sempre Rea. Non vi viene il sospetto che Jonathan non sia un privilegiato, ma uno dei già grandi (se non il più GRANDE) pilota mai passato sotto i cieli della Superbike?

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