Eugene Laverty, vice iridato 2013, non ha ancora trovato una sistemazione nel Mondiale
Superbike 2019. Si era offerto a Kawasaki, ma Jonathan Rea ha messo il veto al suo arrivo, mentre in Ducati è arrivato Alvaro Bautista. Il pilota irlandese, intervistato da Speedweek, rivela dettagli interessanti sulla trattativa sfumata con la marca italiana.
AVANCES - "
Ho aspettato per diverso tempo una risposta dalla Ducati, e ad un certo punti mi hanno detto che avrebbero voluto continuare con Marco Melandri" racconta Laverty. "
Quando ho saputo che Marco si era deciso a rinnovare, ho capito che la porta per me sarebbe rimasta chiusa. Poi ho letto dell'ingaggio di Alvaro Bautista, per me è stata una sorpresa spuntata dal nulla." OPPORTUNITA' - Laverty potrebbe guidare comunque la Panigale V4 se la trattativa in corso fra Ducati e la sua attuale squadra Shau Muir Racing andasse in porto. " Sono un buon pilota di sviluppo e sono in grado di far avanzare la competitivà della moto. L'importante è quanto potenziale hai. Ogni moto ha vantaggi e svantaggi. Ma finché le opzioni non sono sul tavolo, non posso pesarle."
ALTERNATIVE - Laverty si è offerto anche alla Honda, che però è ancora in alto mare coi programmi 2019 in attesa che in Giappone deliberino il budget da destinare al Mondiale
Superbike. Laverty ha le idee chiare: "
Io vorrei un contratto di due anni, perchè gli accordi annuali non funzionano: il campionato comincia e dopo due-tre mesi senti già voci di mercato per la stagione successiva. Non è bello."