Si ritira Ryuichi Kiyonari: funambolo delle moto diventato mito

In Pista
giovedì, 25 dicembre 2025 alle 19:00
Ryuichi Kiyonari
Con un'intervista rilasciata a Mr. Bike, lo scorso 15 dicembre Ryuichi Kiyonari ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal motociclismo. Al culmine di una carriera lunga un quarto di secolo, "King Kiyo" ha deciso di appendere il casco al chiodo dopo aver osservato un anno sabbatico per via di un'infortunio patito nel 2024, restando nella memoria degli appassionati come un vero e proprio funambolo delle ruote.

IL PALMARES DI RYUICHI KIYONARI

Il palmares di Ryuichi Kiyonari, 43 anni compiuti lo scorso 23 settembre, fa di lui uno dei motociclisti All Japan più vincenti del Terzo Millennio. Quattro affermazioni alla 8 ore di Suzuka (2005, 2008, 2010 e 2011), tre titoli (2006, 2007, 2010) e 50 vittorie nel British Superbike, senza farsi mancare un titolo All Japan ST600, uno nell'ARRC SuperSports 600cc, vincendo anche gare nel Mondiale Superbike e nella JSB1000. L'originario della Prefettura di Saitama ha vissuto una carriera a corrente alternata, con eccessi dentro e fuori la pista.

ECCESSI DENTRO E FUORI PISTA

Lontano dalla sua città natale, sin da giovanissimo ha vissuto da "indigeno" per cullare il sogno di diventare un motociclista professionista. Tuttavia, qualche nottata balorda da diciassettenne lo avevano messo alle strette, decidendo dopo un ultimatum del Team Tatatake di metter la testa a posto per correre come un pilota vero nell'All Japan ST600. Vincendo il titolo da lì a breve, per poi esser catapultato dopo un'eccezionale wild card a SUGO nel Mondiale Supersport addirittura in MotoGP, sostituendo l'insostituibile Daijiro Kato con il team Gresini. Un passo logicamente più lungo della gamba per un poco più che ventenne Kiyonari, il quale poi si ricostruì una carriera fenomenale tra le derivate di serie.

GENIO E SREGOLATEZZA

Gli eccessi fuori pista non propriamente hanno giovato alla sua carriera, dove ha alternato stagioni dove sembrava imbattibile a campionati da comprimario. Cacciato e ripreso in 3 distinte occasioni da Honda, Ryuichi oltremanica è diventato "King Kiyo", vincendo anche delle 8 ore di Suzuka quasi "da solo". Altre gettandole al vento per propri errori, ma restando nell'immaginario collettivo come uno dei motociclisti più spettacolari visti negli ultimi anni. Con una deliziosa guida sul bagnato, mostrata ancor prima dell'indimenticabile Superpole a Donington Park nel 2008.

IL LASCITO DI RYUICHI KIYONARI

Kiyonari di fatto ha corso per tutti i team Honda prestigiosi (HRC, TSR, HARC-PRO, Moriwaki, TOHO, SI Racing, eccetera), senza farsi mancare exploit con BMW (memorabile la stagione 2014 nel BSB) e Suzuki. Ha vinto tantissimo e poteva persino vincere di più, accarezzando nuovamente il sogno della MotoGP, infranto dopo aver demolito la RC211V di Nicky Hayden in un Test-premio a Valencia nel 2006. Senza questi eccessi, d'altronde, Ryuichi Kiyonari non sarebbe mai diventato "King Kiyo" e così amato dal pubblico di tutto il mondo.
"In Testa" la biografia di Jonathan Rea - In tutte le librerie fisiche e on line. Per ordinare su Amazon Libri

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading