Luca Salvadori nel National Trophy al Mugello ha ottenuto tempi vicinissimi a quelli segnati da Michele Pirron nel CIV Superbike. Come stanno le cose? Tra i temi del Campionato Italiano Velocità, il luogo comune per eccellenza è rappresentato dalle valutazioni che di anno in anno si avanzano sul confronto (tecnico e sportivo) tra queste due serie. Per quanto il trofeo gestito dal
Motoclub Spoleto abbia di recente alterato la propria essenza esibendo un calendario variegato, non più
“CIV-dipendente” ma comprensivo di “puntate” anche nei contesti di FIM JuniorGP World Championship, Coppa FMI e Trofei MotoEstate, questa prima metà di stagione non è stata esente da appuntamenti concomitanti. Questo il caso dell’ultimo week-end al Mugello Circuit. CIV SBK e NT 1000 in pista di fatto in simultanea, riportando in auge alcuni ricorrenti stereotipi. Su tutti
: “Come mai nel National si gira sugli stessi tempi, se non più forte, che nel CIV Superbike?”.
I VERDETTI DEL MUGELLO
Prima di andare a rispolverare le linee guida delle realtà motociclistiche in questione, doveroso rimarcare i riferimenti del week-end appena trascorso. Considerando il maltempo che ha caratterizzato l’unica gara del National Trophy 1000 andata in scena domenica mattina dominata in lungo e in largo da
Luca Salvadori (
qui la cronaca), le attenzioni del caso vertono gioco-forza sulle qualifiche del sabato. Nel CIV Superbike, Michele Pirro (Barni Spark Ducati)
è partito davanti a tutti con il crono di 1’50”860. Appena 124 millesimi meglio rispetto
al tempo-pole del già menzionato pilota milanese (Broncos Ducati) nel National 1000. Insomma, un gran bel viaggiare… per entrambi!
CIV SUPERBIKE VS NATIONAL TROPHY
Due Panigale V4 R all’apparenza identiche, ma che
“sotto la pelle” celano differenze sostanziali. Intanto: come può un cosiddetto
“trofeo semi-professionistico” mettere in ombra una top class nazionale? Questioni tecniche e non solo, spesso e malvolentieri argomento di querelle. Il National Trophy non pone vincoli regolamentari in virtù della sua formula
“open”. Piena libertà dunque a piloti e squadre di poter usare moto iper-performanti (vedere lo stesso
Luca Salvadori con una Panigale V4 R via Go Eleven/WorldSBK) oppure dotate di particolari tecnici-ultimo grido.
MOTO, ELETTRONICA E GOMME
Tutt’altra vita per il CIV Superbike, da regolamento con l’utilizzo obbligatorio di centralina unica MoTec (controlli elettronici al minimo) e gomme Dunlop. Non da meno, le moto al via sono a tutti gli effetti delle Stock. Volete degli esempi? Piastra di sterzo originale e l’impossibilità, per alcune marche, di intervenire sull’impianto frenante e relative geometrie. Tutto questo mentre Salvadori&Co possono disporre di un’elettronica più conforme agli standard. Senza dimenticare l'apporto delle coperture Pirelli (dal 2023 fornitore unico per il National Trophy), tra queste la SCQ particolarmente redditizia nel singolo giro da tutto-o-niente. La stessa specifica da qualifica del Mondiale Superbike. La marca italiana non ha preso molto bene l'accordo di fornitura globale che il CIV ha sottoscritto con Dunlop. Fornire ai piloti del National Trophy materiale di primissimo ordine è il modo per punzecchiare (a distanza) la concorrenza. Il fuoco dei confronti a distanza non è alimentato solo dagli appassionati, ma dagli stessi protagonisti: piloti e fornitori tecnici.
Qui sotto il video commento di Luca Salvadori
Photo credit: Salvatore Annarumma