Dal test di Valencia
Jonas Folger ha il compito di aiutare la Yamaha nello sviluppo della M1 2019. Il suo esordio nelle vesti di collaudatore si è concluso con un incidente nella seconda giornata, fortunatamente senza conseguenze per il pilota tedesco, ma con la moto che è andata semidistrutta.
Jonas è felicissimo di poter tornare in
MotoGP dopo il forfait annunciato l'anno scorso per motivi di salute. L'obiettivo personale è di poter rientrare gradualmente nella classe regina, magari da pilota titolare, l'obiettivo di Iwata è sfruttare le sue competenze in sella alla M1 per trovare una soluzione all'usura della gomma posteriore nella seconda parte di gara. La caduta è servita per familiarizzare con il limite, ma c'è soddisfazione per il lavoro svolto con diverse mappature elettroniche che dovrebbero garantire una erogazione del gas più fluida. Il primo test è servito soprattutto al pilota più che al team, per riprendere confidenza con la YZR-M1 e con un'elettronica differente da quella a cui era abituato in Tech3: "
Prima devo occuparmi dell'elettronica e adattarmi ad essa. Solo allora possiamo lavorare sul set-up, aggiustare le cose e così via", ha spiegato in un'intervista a Speedweek.com.
Non ha ancora testato le due nuove specifiche di motore, né lo farà a Jerez la prossima settimana, dove non è previsto un suo impiego. Di certo sarà in pista a Sepang agli inizi di febbraio, poi in Qatar prima dell'inizio di stagione, lavorerà nei test 2019 a Misano, al Mugello e forse ad Aragon. Il sogno è di poter effettuare almeno una wild card, magari al Sachsenring, davanti al pubblico di casa, dove un anno fa ha conquistato uno storico podio in sella alla M1. "
Sono ancora in fase di guarigione... Non ancora al 110% come ai vecchi tempi... Il passo indietro in MotoGP mi fa sicuramente bene. Ecco perché lo faccio. Anche perché mi diverto".