Se c'erano ancora dei dubbi sul potenziale velocistico delle
Moto2 sono spariti dopo le qualifiche del CEV (campionato spagnolo) all'Autodromo Ricardo Tormo di Valencia, terzo appuntamento stagionale, il secondo dove le Moto2 fanno il loro ingresso nella classe Extreme, senza tuttavia prender punti per la classifica di campionato. Quattro esemplari schierati (grazie ai team
Laglisse,
Blusens BQR,
Promoracing Yamaha Spain e
AJR La Selva), il debutto di
Roberto Rolfo dopo i positivi test del mese scorso proprio al Cheste, dei riferimenti cronometrici sensazionali.
Aleix Espargaro, che corre con il team Yamaha Spain con la
Moto2 della factory
Promoracing, ha fermato i cronometri sull'1'35"181 (quinto assoluto), praticamente eguagliando il riferimento record delle 250 sul giro singolo in qualifica, stabilito nel 2006 dalla KTM di Hiroshi Aoyama (1'35"109). Espargaro, che ha corso proprio nella quarto di litro ad Assen con l'Aprilia del Balatonring-Aspar Team, si è dimostrato velocissimo anche grazie all'ausilio delle coperture Michelin... ex-MotoGP, che logicamente non saranno adottate nel Mondiale 2010 per via del monogomma Dunlop.
A questo proposito la casa anglo-giapponese ha portato delle novità a livello di pneumatici per il team
Laglisse, che da questo evento schiera
Roberto Rolfo. Il torinese (
nella foto) ha spiccato il proprio miglior tempo in 1'36"356, scendendo sotto di mezzo secondo rispetto ai riferimenti del mese scorso quando sempre a Valencia ha provato la YM2 del Siemens Gigaset Laglisse. Va detto che la squadra di Jaime Fernandez Aviles ha portato un esemplare completamente rivisto nell'aerodinamica, con nuovo cupolino ed una carenatura che fa sembrare la propria
Moto2 più stretta, quasi come una 250 rispetto ad una Supersport, nello specifico la Yamaha YZF R6 sulla quale era basata la precedente versione.
Rolfo ha svolto prove di pneumatici e telaio aspettando il propulsore Honda, già montato dalla
Blusens BQR di Daniel Rivas, "vincitore" a Jerez e autore del best time in 1'37"030: a suo favore giocherà la costanza di rendimento e l'affidabilità della moto, già ad un buon livello rispetto alla concorrenza. Indietro invece la
AJR, con
Daniel Arcas fermo solo al tempo di 1'38"743, lontanissimo dalla vetta.
Alessio Piana