Moto2, Luca Marini e Nicolò Bulega bocciano le nuove qualifiche

Luca Marini e Nicolò Bulega non nascondo il loro disappunto per il nuovo format delle qualifiche, in vigore dalla stagione 2019 di Moto2 e Moto3.

14 dicembre 2018 - 13:30

Il team Sky Racing VR46 è diventato un punto di riferimento nelle classi Moto2 e Moto3 ed è sempre più al centro dell’attenzione come modello cui ispirarsi. Il connubio Sky e VR46 Academy ha portato alla conquista del primo titolo mondiale, adesso gli occhi sono tutti puntati su Luca Marini, con tutte le conseguenze positive e negative del caso. “Tutti guardano noi, abbiamo lavorato molto bene nel 2018, Luca ha fatto una buona stagione, lavora tanto ed è importante continuare così. Adesso siamo diventati un riferimento – ha spiegato il team manager Pablo Nieto – e questa è la cosa più importante“.

MARINI E BULEGA CERCANO IL RISCATTO – Al termine della stagione 2018 Luca Marini è stato autore di una vittoria e di una pole che lasciano sognare in grande in vista del prossimo anno. Ha approfittato della pausa invernale per operarsi alla spalla sinistra, dopo Natale toglierà il tutore e comincerà la la riabilitazione. Il fratello di Valentino Rossi sa che adesso l’attenzione sarà focalizzata su di lui: “Adesso bisogna essere protagonisti anche nelle gare del 2019 e quelle future, ma andiamo con la testa bassa e i piedi per terra. C’è tanto lavoro da fare, la moto è nuova, c’è un nuovo motore, la moto cambierà parecchio, ma siamo pronti – ha detto Marini a Sky Sport -. Abbiamo una grande squadra dietro, una grande famiglia, ci fa piacere passare molto tempo con loro, quest’anno abbiamo fatto una grande stagione in crescendo come volevamo che fosse. Ci aspetta un 2019 dove puntiamo al massimo e cercheremo di fare i migliori risultati possibili“.

Al suo fianco ci sarà Nicolò Bulega, che un anno fa ha subito un intervento al collo, ha avuto un altro finale di stagione sfortunato per via di un incidente domestico. Costretto ad essere operato alla mano, è rimasto fuori nelle ultime quattro gare Moto3 del 2018, ma ha potuto partecipare ai primi test ufficiali Moto2 a Jerez conclusi con prime buone impressioni. Dal 2019 potrà finalmente gareggiare in Moto2, in sella ad una moto più a sua misura: “Erano due mesi che non andavo in moto per l’infortunio, a casa mi sono allenato, però non andare in moto per così tanto tempo ti toglie un po’ di meccanismi. Sono contento di come mi sono trovato con la nuova squadra e con la nuova moto, con Luca… Non vedo l’ora di iniziare“.

LE NUOVE QUALIFICHE – Dal Motomondiale 2019 cambierà il format delle qualifiche in Moto2 e Moto3 che sarà simile a quello della MotoGP. Invariati i tre turni di prove libere da 40 minuti, i 14 piloti più veloci della classifica combinata dei tempi passeranno alla Q2. Due i turni di qualifiche di 15 minuti ciascuno. Guadagneranno l’accesso alla Q2 i primi 4 della Q1, che nel corso delle due sessioni potranno usare una gomma posteriore soft in più. Qualifiche che non guadagnano il consenso dei piloti dello Sky Racing Team VR46: “Tutti i turni saranno come le qualifiche, perché già le prove del venerdì mattina servono per arrivare alla Q2 – ha spiegato Pablo Nieto -. Strategia completamente diversa e che dovremo studiare bene… Diventa importante il team perché con soli 15 minuti sarà più bravo il team che saprà fare la differenza“.

Luca Marini boccia il format delle qualifiche imposto dalla Dorna e preferisce il ‘vecchio stile’: “A me è sempre piaciuta la qualifica vecchio stile, 45 minuti… hai più tempo per lavorare sulla moto, concentrarti meglio e puoi decidere quando fare il time attack. Poi ci sono stati dei problemi in Moto3 e hanno deciso questa nuova tipologia. Noi del team Sky siamo i migliori… vediamo come andrà, ma secondo me i problemi potrebbero continuare perché ci sono 15 minuti ma lo stesso 20 piloti“. Gli fa eco Nicolò Bulega: “Neanche a me piace questa nuova formula, meglio 45 minuti e chi è il miglior fa la pole e basta“. Medesima opinione di Celestino Vietti: “Adesso sarà ancora più confusionaria la FP1 e la FP2, perché tutti si attaccheranno anche lì e il problema non si risolve“.

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