Il re ha abdicato al trono. Dopo anni di assoluto dominio nel Campionato Italiano Superbike,
Michele Pirro quest'anno non solo non vincerà il titolo ma forse non si classificherà neppure secondo in classifica visto che in questo momento, ad un round dal termine, è quinto in classifica generale. Al di là dei due zeri per l'infortunio di Imola, Pirro quest'anno non è apparso brillante come in passato, quando dominava. Nel contempo
Alessandro Delbianco è stato autore di una stagione impeccabile su Yamaha. Il tester Ducati l'anno prossimo compirà 40 anni e le voci di un suo possibile ritiro non sono del tutto infondate.
"Se mi ritiro dal CIV Superbike? Non lo so ancora, lo deciderò in base ai regolamenti che verranno fatti - dice
Michele Pirro a Corsedimoto -
Non ho ancora preso una decisione. Di sicuro continuerò la mia attività di tester Ducati, per altro sono ancora sotto contratto". La carriera di Pirro come dirigente sta andando a gonfie vele. Quest'anno il "suo" Garage 51 Racing Team è presente nel CIV Superbike con Davide Stirpe, in testa alla classifica della Production Bike. Non è da escludere che Pirro possa decidere di dedicare ancor più tempo alle proprie attività in ambito manageriale. Senza Pirro lo scenario che si profilerebbe nel CIV Superbike sarebbe quasi la fotocopia di quello precedente. Delbianco ha vinto il campionato per "manifesta superiorità". Ha fatto come Pirro nei suoi anni d'oro, senza un vero avversario o giovani emergenti in grado di poter essere protagonisti a parte Gabriele Giannini, con i suoi 6 podi, e Nicholas Spinelli nel week-end della Racing Night a Misano.
Michele Pirro ha riscritto le gerarchie del Campionato Italiano Superbike, ha lasciato il segno e, indipendentemente da cosa deciderà di fare, ciò che ha fatto è storia.
Foto Dani Guazzetti
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