Kawasaki sul podio a Le Mans senza Gamarino “Mi girano le palle”

In Pista
mercoledì, 30 aprile 2025 alle 19:00
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Immaginatevi di stare ultimando i preparativi per un grande evento sportivo e, al culmine di una preparazione maniacale di circa 7 mesi, di dovervi rinunciare per un infortunio rimediato nell’ultima prova generale prima di dare fuoco alle polveri. Una mazzata. Chiedere lumi a Christian Gamarino, costretto al forfait lo scorso 19-20 aprile per la 48^ edizione della 24 Heures Motos Le Mans a seguito di un rovinoso volo ai Pré-Test (QUI i dettagli). Per il portacolori Kawasaki Webike TRICKSTAR nel Mondiale Endurance FIM EWC oltre al danno la beffa di non essere potuto salire sul podio insieme ai suoi team-mate Mike Di Meglio, Gregory Leblanc e Roman Ramos, secondi (con parecchi rimpianti) ad un soffio da una clamorosa vittoria. Il nostro portabandiera ha fatto da spettatore in un momento speciale per la casa di Akashi, mai così in alto nelle competizioni motociclistiche di durata dal podio di Kawasaki SRC al Bol d’Or 2022.

Christian Gamarino, innanzitutto come procede il recupero?

“Sto lavorando al massimo. Mi alterno tra piscina, palestra, fisioterapia e trattamenti vari come la magnetoterapia [terapia strumentale che utilizza i campi elettromagnetici per trattare patologie ossee e muscolari]. Di questo passo mi trasformerò in un cyborg! Sfortunatamente l’infortunio era peggio del previsto: mi sono procurato la frattura della testa dell’omero, più comunemente nota come lesione di Hill-Sachs. La spalla è una parte del corpo sensibile che, soprattutto per quanto concerne noi piloti, va maneggiata con cura perché comprende muscoli e tendini molto sollecitati nella guida”.

L’obiettivo immagino sarà quello di tornare alla 8 ore di Spa-Francorchamps il 7 giugno prossimo, secondo round del Mondiale Endurance FIM EWC 2025.

“Lo spero con tutto il cuore! La riabilitazione va avanti. Attualmente non ho recuperato la piena mobilità della spalla, ma sono fiducioso. Manca ancora un mesetto e farò il possibile per essere della partita in Belgio. Non posso permettermi di saltare un’altra gara”.

Quanto ti è dispiaciuto non aver preso parte alla 24 ore di Le Mans perdendo il primo podio di TRICKSTAR da quando nel 2023 è diventata struttura di riferimento Kawasaki nella specialità? 

“Troppo. Seppur ‘corto’, il calendario dell’Endurance presenta appuntamenti particolarmente sentiti. Trattandosi della prima della stagione, a Le Mans i team ufficiali sono subito soggetti a pressioni, ancor di più nel nostro caso con Kawasaki France che per ovvie ragioni ci tiene sempre a ben figurare nella sua gara di casa. Dallo scorso mese di ottobre contavo i giorni che mi separavano dalla 24h e poi… vedere i miei compagni di equipaggio sul podio, senza di me... anche in questo momento mi girano le palle, desideravo con tutto me stesso quel trofeo. Al contempo sono felicissimo per Kawasaki Webike TRICKSTAR che ormai considero la mia seconda famiglia, avevamo davvero bisogno di un risultato positivo”.

Roman Ramos, Gregory Leblanc e Mike Di Meglio sul podio alla 24 Heures Motos

Non hai corso, ma la squadra ha sentito la tua vicinanza durante l’intera settimana di gara.

“Sono andato a Le Mans, ho supportato i miei compagni partecipando ai briefing e in svariate circostanze ci siamo confrontati su quale fosse la miglior strategia. Inoltre, nonostante preferissi infilarmi tuta e casco, ho avuto la possibilità di analizzare e apprezzare da una diversa prospettiva che cosa stava accadendo in pista. Ho vissuto l’ambiente un po’ in stile insider, tanto che nei prossimi giorni sul mio canale YouTube uscirà un video interessante”.

Ironia della sorte, il sogno-vittoria di Kawasaki Webike TRICKSTAR è andato in frantumi per la scivolata in piena ultima ora di gara del tuo sostituto Roman Ramos...

“Non mi sento di imputargli nulla. Le condizioni dell’asfalto erano estremamente difficili, lo testimoniano le oltre 180 cadute [202 per l’esattezza] registratesi nel corso delle 24 ore. C’è tanta differenza tra vincere e arrivare secondi, ovvio. Stavamo pregustando il colpaccio, ma d’altronde nell’Endurance gli imprevisti fanno parte del gioco. A titolo personale conosco Roman da quando entrambi frequentavamo il circus del WorldSBK. Nel 2015 infatti condividemmo il box di Go Eleven: io correvo in Supersport, mentre lui in Superbike. Lo scorso anno, da pilota titolare, ha incontrato tante difficoltà non riuscendo ad esprimersi ai suoi abituali livelli. Doveva essere il nostro pilota ‘di riserva’ per Le Mans, ma il mio infortunio logicamente ha portato la squadra a modificare i piani. Aveva una gran voglia di riscattarsi, non si meritava un finale del genere. Senza quell’errore la sua corsa sarebbe stata impeccabile. Nella notte si è dimostrato di gran lunga uno dei piloti più veloci. Con uno stint esemplare ci aveva permesso di guadagnare la leadership provvisoria a scapito di YART Yamaha”.

In pochi si aspettavano la ZX-10RR #11 tanto competitiva da giocarsi pronti-via la vittoria dopo i passi falsi della passata stagione. Quali sono le ragioni della rinascita Kawasaki? 

“Anche se lo sviluppo della Ninja non si è mai fermato, i progressi sono da attribuire in buona parte al passaggio dagli pneumatici Pirelli a Bridgestone. Se nel 2024 utilizzavamo di fatto lo stesso prodotto che si reperisce da un gommista qualsiasi, quest’anno montiamo delle specifiche ‘prototipo’ costruite su misura per le caratteristiche della nostra moto. Sono rimasto esterrefatto appena le ho provate, ai Pré-Test stavo viaggiando su ottimi tempi fino alla caduta. Le Bridgestone non solo sono più costanti nel rendimento rispetto alle Pirelli, ma funzionano meglio anche dal punto di vista della prestazione pura. Nell’Endurance moderno non è auspicabile vincere senza le Bridgestone, gomme non a caso predilette da tutti i team ufficiali [la stessa TRICKSTAR e BMW Motorrad World Endurance gli ultimi in ordine di tempo ad aggiungersi alla lista]. Che senso avrebbe investire migliaia di euro sapendo già di fare solo numero? Non vogliamo fermarci qui, adesso viene il bello!”.

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