Intervista esclusiva a Franco Morbidelli "Che gioia la prima vittoria! La MotoGP..."

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giovedì, 30 marzo 2017 alle 6:21
intervista franco morbidelli 1
Franco Morbidelli è uomo e pilota di parola. Prima di partire per il Qatar aveva promesso: "Appena torno facciamo l'intervista". Lunedì 27 marzo, a meno di 24 ore dalla sua prima vittoria in Moto2, era già in palestra alla FisioGym di Pesaro per allenarsi agli ordini di Carlo Casabianca, lo storico preparatore atletico di Valentino Rossi che ora ha in "in cura" anche i ragazzi della VR46 Riders Academy.
Sono allenamenti mirati che comprendono anche lunghe sedute in pista e infatti mercoledì 29 marzo, Franco ci ha raggiunti dopo una mattinata trascorsa a girare in pista al Misano World Circuit Marco Simoncelli e la prima domanda è d'obbligo: Valentino, era a girare con voi? "Certo", è la risposta, "Vale è sempre con noi".
Eccoli i piloti di oggi: i moderni Cavalieri del Rischio sono diversi, molto da quelli di un tempo non troppo lontano, quando "genio e sregolatezza" erano quasi... una virtù. Morbidelli domenica in Qatar ha vinto in Moto2 dopo 54 gare disputate ed ha celebrato la vittoria con una piccola impennata, senza esibire quella gioia sfrenata che caratterizza alcuni suoi esuberanti colleghi. "In un momento di gloria e felicità come quello che provi dopo aver tagliato il traguardo davanti a tutti", spiega, "mi piace stare calmo e tranquillo per godere intensamente il momento: per me così è più bello".
[caption id="attachment_123911" align="alignright" width="300"]Piedi ben saldi a terra per il pilota che da Roma, molti anni fa, è arrivato per primo a Tavullia incrociando il suo percorso agonistico con quello di Valentino. Il Dottore in quel tempo era già leggenda mentre Franco era un giovanissimo pilota con un "passato" importante nelle Minimoto, tanto importante che il settimanale Panorama gli aveva riservato un servizio di ben 2 pagine mentre la Rai, con l'inviato MotoGP Massimo Angeletti, gli aveva dedicato uno speciale riservato alle giovani promesse del motociclismo. "", racconta Morbidelli, "", prosegue nel racconto Franco, "".
Nel corso dell'intervista Franco Morbidelli mostra con orgoglio la foto dell'impennata al termine del trionfale GP vissuto in Qatar
Nel corso dell'intervista Franco Morbidelli mostra con orgoglio la foto dell'impennata al termine del trionfale GP vissuto in Qatar
Un altro caso fortunato della sua carriera? "Nel 2013, e anche in questo caso Valentino e Tavullia sono stati importanti. Eravamo a Valencia, era l'ultima gara di stagione ed io la disputavo come wild card in Moto2. Quella doveva essere la mia ultima gara nel Motomondiale, ma Nakagami lasciò Italtrans liberando così un posto in squadra. A quel punto Gigi Pansera (allora team manager del team Italtrans, ndr), mi invitò ad effettuare un test che andò bene e a Natale mi fece un bel regalo comunicandomi che, nel 2014, avrei corso per Italtrans. Ma sono stato ancor più fortunato", precisa Franco, "perché quella è stata la prima trattativa gestita dalla Accademia VR46 nelle persone di Carlo Casabianca, Valentino, Uccio e Albi".
[caption id="attachment_123913" align="alignleft" width="300"]Prima vittoria in Qatar, adesso è Morbidelli il riferimento della classe Moto2.La sua avventura in Moto2 è iniziata così, con un colpo di fortuna, ma Morbidelli ci tiene a sottolineare anche un altro aspetto. "Per me, per la mia carriera Vale è stato fondamentale, ovvero una fortuna nella fortuna. Io mi sono allenato sempre, e continuo a farlo anche oggi, con lui. Con Valentino impari milioni di cose al giorno, anche solo standogli vicino in silenzio, poi se giri in pista con lui in 10 minuti raccogli tante di quelle informazioni che, da solo, non apprenderesti neanche in una stagione. Con lui è diverso, lui ti guarda, lui ti consiglia e poi attorno a se ha una energia positiva che ti da forza, una grande forza".
E Morbidelli oggi, è uno forte, è uno che sa quello che vuole e alla domanda se pensa alla MotoGP risponde: "Certo che ogni tanto ci penso ma", taglia corto, "martedì prossimo si parte per l'Argentina: una cosa per volta e quella... facciamola bene". Un'ultima curiosità: dei piloti del passato ne ricorda uno in particolare? "Certo, Cadalora", dice deciso, "perché guidava da Dio, pulito, preciso e bello da vedere, semplicemente fantastico".

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