Alberto Puig ha esordito nel nuovo ruolo di team manager Honda con una tripla corona
MotoGP. L'erede di Livio Suppo dal prossimo anno avrà il difficile compito di gestire due cavalli di battaglia come Jorge Lorenzo e Marquez, ma il suo carattere cinico e un po' rude saprà certamente fare quadrato intorno al box Repsol Honda.
L'ADDIO DI PEDROSA - Il 51enne ex pilota non ha mai celato una certa conflittualità con Dani Pedrosa, di cui è stato manager per 14 anni prima di dividersi nel 2013. Ma il destino ha voluto che le loro strade tornassero ad incrociarsi per una sola stagione, prima che Daniel decidesse di appendere il casco al chiodo. In un'intervista a 'La Vanguardia'
Alberto Puig non ha certo riservato parole al miele per il suo ex pupillo che nella sua lunga carriera non è stato in grado di conquistare un titolo mondiale in
MotoGP: "
Negli ultimi anni, onestamente, non so molto bene cosa abbia fatto. Quest'anno ho lavorato con lui e ho visto un Dani diverso da quello che ricordavo. Non entrerò nei dettagli... Per essere un campione della MotoGP avrebbe dovuto fare alcune cose che non ha fatto. Nella vita nessuno ti dà niente. Ci sono stati altri che hanno voluto vincere il titolo più di lui". Alberto Puig non perdona la scelta del 33enne catalano di diventare collaudatore KTM. Il medesimo ruolo gli era stato offerto dalla Honda, ma Pedrosa ha preferito cambiare aria, forse proprio a causa di un rapporto alquanto spigoloso tra i due. Infatti Dani non ha tardato a rispondere:
ecco come. LORENZO E MARQUEZ - Adesso nel futuro prossimo ci saranno due campioni da gestire, ma la sfida non spaventa il team manager: "Non siamo qui per fermarli, ma per correre il più possibile. E la Honda non ha mai assegnato i ruoli 1 e 2, né ha posto ostacoli. Nelle gare accadono cose, e se accadono, vengono analizzate. Non pretendo che questi due siano cugini di primo grado. Molti team manager cercano una situazione non conflittuale tra i loro piloti. Per me è un errore: non vinceranno mai nulla". L'obiettivo è mettere il maiorchino in condizione di vincere nel minor tempo possibile così da innalzare ulteriormente il livello di competitività di Marc Marquez: "Negli ultimi anni, Marc non ha avuto competizione in squadra; Dani non l'ha mai impensierito. Se ha un pilota veloce accanto a lui, Márquez troverà un modo per andare più veloce, Jorge può essere uno shock per lui".
MESSAGGIO A VALENTINO - Il Cabroncito non ha avuto nessun serio confronto in pista, salvo qualche piccolo grattacapo con Andrea Dovizioso dopo la pausa estiva e un affronto di diversa natura da parte di
Valentino Rossi, in Argentina. "
Rispetto Rossi, ma nella vita tutto ha il suo momento. E che piaccia o no, Marc è il numero uno. A volte bisogna fermarsi e pensare. Márquez non si preoccupa affatto della corrente di opinione che cercano di generare dall'ambiente di Valentino. Al contrario - ha concluso
Alberto Puig -
nel suo comportamento abbiamo intravisto la sua debolezza".