Formula 1: Suzuka 1989 Prost contro Senna, l'autoscontro più celebre

Formula 1
martedì, 22 ottobre 2024 alle 21:00
gp giappone
La nostra storia parla di due imperatori che a Suzuka il 22 ottobre del 1989 si pestarono i piedi a vicenda. Quel giorno il mondo si fermò per vedere come sarebbe andato l’epilogo di uno dei mondiali più discussi e accesi di sempre, quello tra due compagni di team. Il mondiale tra Ayrton Senna e Alain Prost entrambi in forza alla McLaren che dominarono la stagione finì fra litigate generali in diretta mondovisione, sotto un podio che venne ritardato all'infinito. Scene surreali, che hanno scritto una pagina di storia indelebile della Formula 1. Riavvolgiamo il nastro ed andiamo alla fatidica gara di Formula 1 di Suzuka ’89.

Prost arrivava in Giappone in testa al campionato

La tappa nipponica segnava il penultimo atto della stagione 1989, un’annata dominata dalla casa di Woking. La McLaren MP4/5 motorizzata Honda era nettamente la vettura più performante sulla griglia ed era guidata dai due piloti più forti del momento. Prost giunse in Giappone con il primo match point per chiudere i giochi. Il francese poteva contare su ben sedici punti di vantaggio nei confronti di Senna. Il brasiliano era chiamato quindi a vincere la gara e sperare in un grande errore del rivale. All’epoca il vincitore prendeva 9 punti, mentre il secondo 6, quindi a dirla tutta poteva non bastare ad Ayrton la vittoria in quella gara di Formula 1. Senna per portare il mondiale in Australia doveva sperare in uno zero di Alain e di una sua vittoria a Suzuka.
Senna quindi aveva la mente libera al sabato mise a segno un giro perfetto, rifilando un secondo e sette decimi in qualifica a Prost. Alain era chiamato il professore perché sapeva fare bene i calcoli: sapeva che gli bastava controllare l'avversario quindi pensò in qualifica a fare solo quello. Domenica 22 ottobre 1989, all’alba italiana, scattò il GP del Giappone. Alain partì meglio di Ayrton e si catapultò verso la prima sosta in vantaggio. Ma Senna giocò il tutto per tutto, riguadagnando sul rivale, fino a prenderlo al giro numero 47. Stava per cominciare uno dei momenti più epici della storia della Formula 1.

Il disastro del giro numero 47 del GP del Giappone ‘89

Senna arrivato su Prost e a sei giri dalla fine decse di attaccare il rivale. Batterlo non sarebbe bastato, ma in ogni caso era una soddisfazione. L’attacco del brasiliano arriva alla chicane prima del traguardo. Il transalpino non cedette. I due andarono al contatto e uscirono di pista di strada. Erano fermi nella via di fuga con il motore spento e Prost, sicuro ormai di avere il Mondiale in pugno, uscì dall’abitacolo. Senna no! Chiamò i commissari facendosi aiutare a ripartire. La macchina dopo vari tentativi si accese e il brasiliano ripartì. Prost a quel punto iniziò a correre, ma non verso i box, ma verso la postazione dei commissari colpevoli di aver aiutato i commissari ! L’immagine resterà indelebile tra gli appassionati di Formula 1.
Ayrton compie un giro intero con l’alettone anteriore della sua monoposto rotto e si fermò al box a cambiarlo. Il brasiliano aveva un vantaggio tale che si ritrovò secondo, alle spalle di Alessandro Nannini sulla Benetton diventato leader della corsa. Senna doveva vincere per poter sperare di allungare le sorti del mondiale, ed iniziò così la grande rimonta fatta a suon di giri veloci. Ayrton arrivl alle spalle del pilota senese al cinquantunesimo giro. Lo attaccp sempre alla variante dell'incidente con Prost. Questa volta la manovra fù pulita e Senna andò in testa al GP del Giappone, per non mollare più la posizione. I giochi sono riaperti! Il mondiale si deciderà in Australia! Ma no, qualcosa sta accadendo nel retro-podio.... 

La Formula 1 vive un retro-podio che non scorderà mai

La festa del podio non arriva o, meglio, si fa attendere ma da dietro si vedono gli uomini McLaren litigare con i dirigenti della FIA. I commissari avevano appena squalificato Senna, questo perché dopo l'incidente con Prost era ripartito passando per la via di fuga saltando di fatto la chicane. Lo aveva detto Prost ai commissari dopo la sua corsa fu così che il titolo Mondiale venne assegnato. L’estromissione dalla gara del brasiliano decretò la vittoria di tappa di Nannini che vinse così la sua prima ed ultima gara in carriera, ma consegno soprattutto il terzo titolo in carriera ad Alain Prost. La McLaren andò su tutte le furie, Prost disse che Senna era scorretto e andò via col numero 1 accasandosi in Ferrari. L’anno Ayrton si prese la rivincita, se così si può dire, con l’odio tra i due che era alle stelle. Prost si ritirò alla fine del 1991, per tornare poi nel 1993 vincendo il titolo con la Williams. Ironia della sorte, Australia 1993 fu l’ultima gara in carriera di Prost che combaciò con l’ultima vittoria in Formula 1 di Senna. I due piloti sul podio si abbracciarono, come a dire che quel giorno il cerchio si chiuse per sempre, dopo che il 22 ottobre 1989 aveva toccato il più alto livello della loro rivalità, che è sicuramente una delle più importanti della storia dello sport.
FOTO: social Formula 1

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