Formula 1: Quando Capelli sfiorò la vittoria con la piccola Leyton House

Formula 1
martedì, 08 luglio 2025 alle 21:45
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Il mondiale 1990 è passato alla storia del motorsport per la famosa "vendetta" di Ayrton Senna su Alain Prost nell'atto finale a Suzuka. Ma in quella stagione ci furono anche altre storie che potevano avere un epilogo diverso. L’otto luglio, esattamente 35 anni fa, la piccola Leyton House rischiò di fare doppietta nel GP di Francia. Quella che pareva una festa per il team britannico si trasformò in un dramma sportivo, che consegnò tuttavia, una storica vittoria al Cavallino Rampante. Riavvolgiamo il nastro, dunque, e torniamo agli albori degli anni ’90.

La Leyton House e il progettista che avrebbe fatto storia

La scuderia britannica Leyton House nacque nel 1987 dalle ceneri della March. Un progetto voluto da Cesare Gariboldi o come era amichevolmente chiamato nel paddock, Cesarino. Questo piccolo team di Formula 1 ricevette l’appoggio del proprietario della Leyton (un’azienda immobiliare giapponese) e dopo un anno di assestamento, trovò nel 1988 il suo vero asso nella manica. La vettura fu ideata da un giovane progettista che con la March aveva sfornato vetture in grado di vincere il campionato statunitense CART (quello che poi sarebbe diventato Indycar). Il suo nome è Adrian Newey: a soli 32 anni si ritrova in mano la possibilità di disegnare una monoposto nel più grande campionato automobilistico al mondo.
Il lavoro o, meglio, l’estro di Newey si videro sin da subito e così già nel 1988 la Leyton andò a podio. Stiamo parlando del GP di Portogallo e a conquistare la seconda piazza fù Ivan Capelli. Questa comunque è un'altra storia, ma è lo stesso Capelli il protagonista della storia che andiamo a raccontare. Sul tracciato transalpino del Paul Ricard la squadra inglese sfiorò un trionfo che sarebbe stato clamoroso. E che, dopo le qualifiche, appariva semplicemente impossibile. Davanti a tutti c' era la Ferrari di Nigel Mansell e le due Leyton erano solo settima e decima.

Quel brusco risveglio per Ivan a soli tre giri dalla fine

La gara scattò nel segno del Leone inglese che con la sua Ferrari concretizzò la pole e prese subito le redini della corsa. Dietro le due Leyton iniziarono a recuperare anche grazie agli aggiornamenti portati sulla CG901. Gli sviluppi di Newey funzionarono e così Capelli e Mauricio Gugelmin recuperarono posizioni. Dopo la prima sosta i due alfieri della squadra britannica si ritrovarono nelle posizioni di comando. L’italiano conduceva davanti al brasiliano, con Mansell costretto al ritiro per noie al motore. Ora vi chiederete ma come fecero con la sosta a recuperare tante posizioni. Ebbene, il team inglese non cambiò le gomme. Perché capì che il consumo sul tracciato francese con una guida dolce non era eccessivo e nel giro di poco tempo il livello di prestazioni tra quelle nuove e quelle usate veniva meno. Insomma, soltanto all’inizio la Ferrari di Prost riuscì a recuperare 2 secondi al giro, ma dopo poco, tale vantaggio per la freschezza degli pneumatici venne meno.
Gli strateghi della Leyton l’avevano studiata bene ma avevano fatto i conti con l’affidabilità della vettura e con la voglia di vincere del pilota d’oltralpe. Prost voleva vincere il GP di casa anche perché Senna con la McLaren era in affanno. Il brasiliano Gugelmin mentre si trovava secondo accusò problemi al motore. Questo, al giro 54, permise ad Alain di andare davanti. Dopo altre quattro tornate il sudamericano fu costretto al ritiro. Il pilota transalpino iniziò a recuperare su Ivan, anche grazie alla spinta del pubblico ma Capelli pareva insuperabile. Nulla poteva togliere il successo ad Ivan ma a soli tre giri dalla fine arrivò l’amaro verdetto. Prost mise sotto pressione il pilota italiano che lasciò uno spazio libero sul quale il Campione del mondo in carica si tuffò, volando verso la vittoria. Si spense in quel momento il sogno di Capelli di vincere la sua prima gara in Formula 1, e anche quello della piccola Leyton.

La Ferrari conquistò la sua centesima vittoria in Formula 1

La scuderia Leyton non ebbe più un’altra possibilità e poco dopo perse anche Newey che andò in Williams. La scuderia dopo la morte di Gariboldi era finita interamente in mani giapponesi, che restarono coinvolti in uno scandalo finanziario. I vertici nipponici della società finirono agli arresti. Quindi 35 anni fa il nostro Ivan Capelli avrebbe potuto cogliere la sua prima affermazione in formula 1, occasione mai più ripresentatasi. Ma quel giorno di tre decadi e mezzo fa entrò comunque nella storia della Formula 1. Prost infatti portò il Cavallino Rampante a vincere la centesima gara nel più grande campionato al mondo. Una vittoria molto prestigiosa anche se non si è mai capito se i tifosi italiani quel giorno furono felici per quell’obiettivo raggiunto dalla rossa o più delusi per l’amara beffa subìta da Capelli.
FOTO: Formula 1    

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