Formula 1: Chi era Sid Watkins, il medico eroe silenzioso dei piloti

Formula 1
lunedì, 20 gennaio 2025 alle 20:30
sid
La Formula 1 è uno sport rischioso come tutti quelli motoristici e per quando la tecnologia vada avanti, il rischio rimane sempre. Una percentuale resta lasciando così l’alone di grandi guerrieri ai piloti ma soprattutto ci fa riconoscere la grandezza dei medici, quelli che nessuno conosce, ma che sono i veri eroi dentro i circuiti. La storia di Sid Watkins è una storia da vero Campione del Mondo, avendo viaggiando per tutto il globo per aiutare i grandi piloti della F1 ed avendo così scritto la storia di questo sport. Il 20 gennaio del 2005 Sid annunciava al mondo il suo ritiro da medico delle corse, dopo una carriera a salvare le vite dei piloti.

Gli studi in medicina sino a quell’incontro con Bernie Ecclestone

La storia di Erik Sidney Watkins inizia nel 1928 quando nasce a Liverpool da una famiglia di minatori. Il padre minatore nel 1930 decide di cambiare vita ed apre un’officina con Sid che crescendo aiuta il padre sino all’età di 25 anni. Raggiunta quell’età sul volere dei genitori studia medicina e una volta laureato si arruola nella Royal Army Medical Corps. Qui presta servizio per quattro anni svolgendo la funzione di medico in Africa occidentale. La sua vita però, non è per la carriera militare, lui vuole salvare altri tipi di vite ed inoltre, la sua passione restano i motori soprattutto se hanno 4 ruote. Rientrato così in Gran Bretagna nel 1961 svolge il ruolo di medico ad una gara di Go-Kart. Qui capisce che il suo sogno è quello, e magari giungere in Formula 1.
Nel 1970 tuttavia, il giovane Watkins si sposta negli Stati Uniti d’America ma sul finire degli anni Settanta, incontra un certo Bernie Ecclestone. Il CEO della Formula 1 capisce che è arrivato il momento d’invertire il trend o almeno, cercare che la sicurezza diventi di casa in F1. Watkins diventa nel 1978, più precisamente il 17 giugno, il primo medico ufficiale del campionato. Sid iniziò a seguire la categoria in tutto il mondo, con una paga che si aggirava sulle 35.000 sterline a stagione. Tutti gli spostamenti e gli alberghi erano a spese del medico. Il dottore, tuttavia, accettò era il suo sogno essere lì, anche sé i team e i piloti all’inizio lo vedevano come un estraneo, sino al tragico GP d’Italia del ’78.

L’invenzione della medicalcar e la vita salvata ad Hakkinen  

Il GP d’Italia del 1978 fu quello della tragica dipartita di Ronnie Peterson, quel giorno Watkins non riuscì ad arrivare in tempo sul luogo dell’incidente impiegando ben 18 minuti per giungere alla prima variante, il punto più vicino al paddock. Un problema dovuto dalla folla dei curiosi e con i Carabinieri che lo trattennero fin quando non lo aveva riconosciuto. Questo giocò un brutto scherzo quel giorno al fato di Peterson ma a Sid venne un’idea rivoluzionaria. Watkins chiese ad Ecclestone che era giunto il momento di creare una macchina medica, che partisse subito dopo un’incidente ritenuto grave. Oltre a ciò, chiese che in ogni circuito ci fosse anche un’anestesista e un elicottero pronto a volare verso l’ospedale in caso di emergenza.
Tutto questo fu una svolta, la sicurezza divenne sempre più massiccia e Watkins poteva così operare in modo più sicuro e salvare quanti più piloti poteva. Tutto questo non ha portato alla massima sicurezza in Formula 1 e tanti piloti purtroppo hanno continuato a perdere la vita. Il numero poteva comunque essere ancora più alto sé il Dottor Sid non fosse stato presente. Lui c’era in quel weekend di Imola ’94, ma il destino volle che riuscisse a salvare solo Rubens Barrichello. Mentre per Roland Ratzenberger e per Ayrton Senna non poté fare nulla, l’impatto fu troppo devastante. Nel GP d’Australia del 1995 però, si prese una grande rivincita contro la morte e riuscì a salvare un giovane pilota di nome Mika Hakkinen. Il finlandese perse i sensi ed ebbe un arresto cardiaco, dopo un grande impatto della sua monoposto contro la barriera di gomme dovuto ad una foratura. Watkins giunse sul posto dove optò subito per un massaggio cardiaco che salvò la vita a Mika. La storia di Hakkinen la conosciamo bene e senza quel grande salvataggio di Watkins ora non staremmo parlando di uno dei più grandi di sempre.

20 fa l’angelo dei circuiti decise di dire basta con la Formula 1

Una vita passata nei circuiti di tutto il mondo a scongiurare il peggio, sapendo che, quando non ci riusciva la tristezza nei suoi occhi era forse più grande di qualunque altra persona. Sid Watkins nella sua carriera ha ricevuto tantissimi riconoscimenti come, ad esempio, il premio Mario Andretti Awards. Nel 2002 addirittura, gli fu concessa la massima onorificenza di Stato, con la Regina Elisabetta che gli conferì l’Ordine dell’Impero britannico. Questi sono solo due dei tanti riconoscimenti che Watkins ha ricevuto, ma ve ne è uno che gli fu conferito nel weekend del GP di Gran Bretagna del 1985 al quale forse è stato più legato. Tutti i piloti consegnarono un premio speciale al Dottore con la scritta:
Al Prof, il nostro ringraziamento per il tuo incalcolabile contributo alla Formula 1, è bello sapere che sei qui”. Oggi sé la sicurezza ha raggiunto tali risultati non solo in F1 ma in tutte le categorie del motorsport lo si deve a Sid Watkins. Il dottore britannico ci ha lasciati purtroppo il 12 settembre del 2012, ma noi continuiamo a dirgli grazie per tutto quello che ha fatto.
FOTO: Formula 1    

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