Per la
Ferrari questo Mondiale F1 è sempre più un calvario. Il GP d'Ungheria prometteva bene, su un tracciato tormentato sul quale l'anno scorso le Rosse avevano detto la loro. Invece è stato un disastro, copia fedele del rovescio cui avevamo assistito due settimane prima a Silverstone. Si è visto un pò di tutto: l'errore di Charles Leclerc in ingresso alla pit lane, costato cinque secondi, in aggiunta ad un pit stop lentissimo per un problema (pare) alla pistola pneumatica della posteriore sinistra. Il colmo, come troppo spesso succede, è stata la strategia: hanno fatto partire Carlos Sainz con le gomme soffici, e lo spagnolo è stato bravissimo azzeccando una partenza formidabile. Ma quando è arrivato negli scarichi di Charles Leclerc, che aveva le medie dunque era più lento, è mancato l'ordine di dare strada. Una follia.
Qui cronaca e risultati del GP Ungheria.
Red Bull inavvicinabile, copiare non basta
La svolta della stagione
Ferrari sembrava essere arrivata a Monaco, per grazia ricevuta. Il gruista a Saint Devote aveva alzato la RB19 incidentata di Sergio Perez ad altezza siderale, permettendo a tanti di osservare il fondo progettato dal mago
Adrian Newey. Non a caso, dai GP successivi, la Ferrari ha introdotto una serie di evoluzioni aerodinamiche che richiamavano molto da vicino le soluzioni adottate dai rivali di Milton Keynes. Ma i frutti non si sono visti, anzi i risultati stanno peggiorando. Max Verstappen e l Red Bull sono di un altro pianeta, ma il grave problema Ferrari adesso è che pure Mercedes e McLaren sembrano fuori portata. L'impressione è che anche il ruolo di "seconda forza" F1 adesso sia un obiettivo improbo.
Il punto di FUno Analisi Tecnica
Il sito specializzato FUnoAnalisiTecnica ha studiato a fondo i dati emersi dal GP d'Ungheria, stilando un bilancio ben poco lusinghiero sulla domenica della
Ferrari.
A questo link l'analisi di Roberto Cecere.