Superbike: C’è posta per te, o c’è posto per me?

Riccardo Russo rivela sui social di esser stato appiedato dal team Pedercini via whatsapp. Ormai nel Mondiale è un via vai continuo di piloti.

25 ottobre 2017 - 13:45

La vicenda del simpatico Riccardo Russo, che si è sfogato sui social per il “licenziamento”, avvenuto via WhatsApp a suo dire in modo totalmente inaspettato, mentre rientrava da Jerez mi ha fatto pensare. Molto.

LICENZIAMENTI – Non solo per il modo, certo irrituale ma non inconsueto, quanto piuttosto per la frequenza allarmante con cui durante l’ultimo anno si sono susseguiti simili episodi in superbike. In alcuni casi si è trattato di vere e proprie defenestrazioni, in altri si parlava di “separazione consensuale”, una formula gentile, di marketing, che però spesso non nasconde una spiacevole coda polemica. Riccardo Russo è l’ultimo, ma potremmo citare anche le situazioni di Roberto Rolfo, il pasticcio Markus Reiterberger, e così via. Unica posizione in controtendenza: Leandro “Tati” Mercado, che “licenzia” il team per salire anzitempo sulla Kawasaki della squadra spagnola Orelac Racing. Se a tutto ciò aggiungiamo i piloti che ancora non hanno un contratto per il prossimo anno, o che si stanno guardando attorno, tra i quali i nostri Raffaele De Rosa e Davide Giugliano, la situazione appare grave.

GIRANDOLA – Scorrendo la cronaca della stagione 2017 su corsedimoto.com, viene addirittura lo sconforto. Prendiamo ad esempio Riccardo, fresco di sfogo: inizia il campionato con il team Guandalini Racing su Yamaha per venire sostituito il 20 giugno con Jakub Smrz, per essere poi riassunto da Pedercini il 10 agosto sostituendo il silurato Alex De Angelis per poi vedersi appiedato ora. Niente Qatar per Riccardo e, immaginiamo, un bel risparmio per il team. Anche Guandalini Racing ha la recidiva, avendo scaricato il 10 settembre Massimo Roccoli per sostituirlo con Alessandro Andreozzi. Perchè tutto questo ? Sono avvenuti più avvicendamenti in SBK di quanti ne siano capitati in Moto2, tanto per dire.

TORNACONTO – Complice la recente intervista a Giampiero Sacchi su questo sito, ho elaborato una teoria. Sacchi, in sostanza, dice che restare in superbike è un affare maledettamente costoso, e assai poco remunerativo, considerata l’appetibilità del campionato in questo momento. Afferma anche che i budget dei team privati sono ricavati “lacrime e sangue”, mentre per le case costruttrici direttamente impegnate le risorse non sono un problema. Questo porta a un campionato a due livelli. Il problema diventa quindi non secondario: chi vince piglia tutto, gli altri non vedono un ghello, gli sponsor s’incazzano perchè investono a fondo perduto in un campionato senza ritorno. Sarà forse una provocazione ma pensandoci bene il dubbio rimane: quando Rea vince gara e mondiale facendo un cappotto che ammazza il campionato quando mancano ancora cinque gare dal termine, che senso ha per un team privato spendere l’iraddiddio per andare a fare la passerella del perdente in Qatar?

PARAMETRI – Tutto questo senza entrare nel merito dei contratti dei piloti: se è tanto facile, per una parte o per l’altra, rescindere un contratto, che valore possono avere gli impegni, oppure in base a quali parametri sono redatti, questi contratti ? L’impressione, non confermata ufficialmente, ma sussurrata sottovoce, è che i piloti dei team con le spalle meno robuste siano in sostanza dei cottimisti del manubrio pagati in base ai risultati. Non vai? Te ne vai. Il team manager ternano ad un certo punto afferma anche un’altra cosa: “In MotoGP sono stati intelligenti, è un sistema più “democratico”. La Dorna dà dei bei soldi alle formazioni private, così uno come Lucio Cecchinello può dotarsi di moto molto competitive e offrire ai suoi sponsor un progetto di valore: se ti va bene puoi anche vincere, e infatti lui anno scorso ha vinto. In Superbike, al momento, questo non può succedere.” In Superbike non si spartisce niente. In compenso si licenziano i piloti via WhatsApp. Capirete, c’è la crisi, occorre risparmiare.

3 commenti

marcogurrier_911
4:10, 25 ottobre 2017

Egr Dott Garavini
Scrive molto bene e la sua supposizione del “che si va in Qatar a fare…”, con tali nomi (la notizia di Torres in MV non mi è andata ancora giù…) è più che corretta, a mio avviso.
Andiamo bene, per forza non si fa che ricordare “i temp d”Oro del WSBK…..”

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Ancora guai per Jorge Lorenzo: nuova causa giudiziaria

Marc Marquez incontra il suo ‘alter ego’ a 4 zampe

La leggenda Jeremy McGrath sulla Kawasaki di Jonathan Rea