Erin Sills è un'avvenente sessantenne di San Francisco (California), ex calciatrice e manager d'azienda. Ci sarà anche lei fra i cacciatori di record che dal 23 al 28 agosto si lanceranno a tutto gas sulle distese di sale di Bonneville, negli Usa. Una kermesse diventata ormai celebre dove ogni anno si alza l'asticella della massima velocità raggiungibile su due ruote sul pianeta terra.
Vicina ai 400 km/h
La motociclistica americana ha già sfiorato ai 400 km/h pilotando una BMW M 1000 RR raggiungendo l'invidiabile vetta dei 360 km/h. Tanto per dare un'idea, con una moto stradale è andata forte come i piloti MotoGP al Mugello: due anni fa Brad Binder spinse la KTM RC16 a 366,1 km/h, la punta massima mai toccata nella storia della top class. Ormai le donne pilota non fanno più notizia, per fortuna: Ana Carrasco nel 2018 è riuscita a vincere il Mondiale Supersport 300 battendo una quarantina di avversari di sesso maschile. Erin Sills però si fa notare sia per l'età, non più da ragazzina, che dal particolare contesto.
Le donne possono fare anche questo?
Non c'è dubbio che in uno sport fisico come il motociclismo i maschi abbiano un generale un deciso vantaggio, tanto che anche dal 2024 anche nella velocità c'è un Mondiale riservato esclusivamente femminil, il WCR. E a Bonneville com'è la situazione? "
Uomini e donne competono alla pari e senza dubbio è una sfida sia mentale che fisica" spiega Erin Sill, che è anche membro della Commissione Femminile della
Federmoto Internazionale.
"Bisogna saper mantenere la calma sotto pressione se le cose iniziano ad andare un po' male, perché la moto non vuole input rapidi. Non è un requisito di forza bruta, ma è certamente uno sport fisico. Quando corri a 300 km/h e la moto vuole andare di traverso e devi lottare contro di essa. Aiuta essere in grado di accucciarsi dietro una carenatura più piccola, avere spalle strette può essere un vantaggio. Detto questo, Al Lamb è uno dei più veloci al mondo ed è un texano alto e robusto."Erin Sills lanciatissima
Ma perchè accettare i rischi di un'attività sportiva così rischiosa e adrenalinica come la caccia ai record? "Andare così forte è una sensazione unica, e ne sono rimasta conquistata. Inoltre, sono competitiva, quindi provo un senso di realizzazione, ed è un'esperienza estrema e difficile, quindi c'è una sfida che non trovo possibile provare altrove. Non mi sento una drogata di adrenalina, non ho una gran voglia di lanciarmi dagli aerei, e non sono affatto una cercatrice di emozioni forti, mi piacciono solo le moto, mi piace andare veloce e mi piace avere successo."
Foto: © Jean Turner/FIM