MotoGP: intervista ad Alvaro Bautista

MotoGP: intervista ad Alvaro Bautista

Lo spagnolo parla del futuro in Honda e di tanto altro

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Dopo due stagioni trascorse nel team ufficiale Suzuki MotoGP, Alvaro Bautista è entrato a far parte di Honda Gresini per il 2012. Il pilota spagnolo correrà quindi in sella alla RC213V, per poter puntare finalmente (dopo i buoni segnali dello scorso finale di stagione) alle parti alte della classifica Mondiale. BIKEracing.it lo ha incontrato in occasione dell’Esposizione Internazionale del Ciclo e Motoclico di Milano (EICMA), presso lo stand REV’IT!, ricavando le sue impressioni in questa lunga intervista. Tra martedì e mercoledì hai raggiunto l’accordo con il team Gresini: cosa ti ha portato a questo accordo e perchè hai deciso di lasciare la Suzuki? “Principalmente perché il progetto che mi ha presentato Suzuki era di rimanere con la 800cc, quindi ho cercato di avere una 1000 per il prossimo anno e c’è stata l’opportunità di approdare a questo team. Per questo abbiamo scelto di andare con Fausto. Tutto qui, Suzuki non sa ancora quando passerà alla 1000cc, io volevo avere la stessa moto degli altri per poter lottare con loro.” Hai provato per la prima volta la Honda, anche se soltanto la 800cc. Che impressioni ti ha fatto la moto? “E’ molto diversa da guidare, ma mi sono subito trovato molto bene e molto comodo. Non ho girato tantissimo, non ho voluto cambiare la moto ma semplicemente un po’ girare, un po’ lavorare con la squadra.” Che garanzie a livello tecnico hai avuto per firmare con loro? “Teoricamente le 4 Honda del prossimo anno partiranno allo stesso livello e quindi si suppone che le quattro moto siano ufficiali. Dopo, una volta che arriveranno le evoluzioni, andranno prima al Team Repsol. Però i risultati potranno cambiare la situazione all’interno di Honda.” Qual è stata la prima impressione della squadra e del nuovo capotecnico Antonio Jimenez “Antonio lo conoscevo già da prima. Una delle condizioni affinché io entrassi nella squadra era rappresentata dalla sua presenza. Lui è bravo, ha molta esperienza e subito ci siamo trovati molto bene. La squadra sembra quasi una famiglia, un gruppo ben fatto. Ciò che manca ora è iniziare a lavorare assieme.” Hai deciso di lasciare Suzuki per incertezza sui programmi, o credi nonostante le ultime buone prestazioni che non c’era più margine di miglioramento “Con la 800cc abbiamo fatto un buon lavoro, a fine stagione ci siamo avvicinati alla parte alta della classifica, nonostante la moto fosse ancora lontana dalle Honda. Stavamo lavorando bene, ma all’incirca a metà stagione si è fermato lo sviluppo. Non sapendo cosa avrebbero fatto l’anno dopo hanno terminato lo sviluppo. Quindi abbiamo lavorato con ciò che avevamo e tirato fuori il massimo da esso.” Non hai mai provato la 1000cc. Pensi che ti ci troverai bene e che sia la soluzione giusta per il futuro? “Chiaramente non so perché abbiano cambiato dalla 1000cc alla 800cc, per poi tornare indietro alle 1000! Ho parlato con gli altri piloti e mi han detto che è più dolce da guidare perché ha più potenza, soprattutto sotto, quindi in uscita di curva non bisogna avere tanti giri del motore per avere potenza. La moto avrà sicuramente più velocità di punta in rettilineo ma non credo le moto debbano avere troppa potenza in rettilineo perché lo spettacolo lo si fa in curva e nei sorpassi. Il futuro è la 1000, anzi in futuro penso vogliano fare qualcosa tipo la Moto2-Moto3.” A proposito di questo, cosa pensi delle CRT? “Io penso che sia una buona formula, perché la differenza la farebbe più il pilota che la moto. Ora è il contrario, se non hai una buona moto è difficile star davanti, ma credo che se tutte le moto fossero più vicine in termini di prestazioni si potrebbe dare una possibilità ai piloti che non altrimenti non avrebbero una buona moto. Penso che sia un’ottima idea per il futuro, per il prossimo anno invece credo che se non hai una MotoGP non puoi stare vicino ai primi.” Quanto è strano e/o difficile per un pilota ritrovarsi a dover faticare col pacchetto a disposizione non riuscendo quindi ad ottenere i risultati che vorrebbe? “E’ strano perché io arrivavo dalla 25occ nella quale lottavo per la vittoria in ogni gara e per il Mondiale, mentre una volta giunto qui mi sono ritrovato senza la possibilità di fare questo. Allora in questi casi è bene tenere a mente quali sono le tue potenzialità altrimenti finisci per deprimerti. E’ importante restare concentrati in questi casi nel lavoro di sviluppo della moto, portarla al miglior livello possibile ed imparare tutto ciò che c’è da imparare come pilota. Alla fine, quando ho ottenuto buoni risultati, posso dire di essermeli guadagnati. E’ fondamentale sapere cos’hai tra le mani e ciò che puoi arrivare a fare con quello che hai a disposizione.” Pensi che questo ti abbia portato ad essere un pilota più forte rispetto a prima? “Si perché ha formato il mio carattere. Sono cresciuto tantissimo in questi due anni come pilota, soprattutto perché grazie al mio lavoro assieme alla squadra abbiamo recuperato una moto che oramai era data per persa, nessuno la voleva. Ora invece tutti dicono ‘la Suzuki non è male!’, questo è sicuramente anche merito mio.” Su twitter Paul Denning ha scritto “Interesting to see that Alvaro wasn’t as fast on the Honda as @RandydePuniet14 was on our bike, and in better conditions / more laps. Hmmm.” “(ride, ndr) Sinceramente non so cosa pensare. Ognuno è libero di scrivere ciò che vuole, è il suo pensiero e così ha scritto. E’ strano perché il nostro rapporto è finito molto bene. L’importante non è il primo giorno di test ma trovare il giusto affiatamento con la squadra e far bene in stagione. Io mi sono sempre trovato bene col team Suzuki e con tutti i ragazzi, fosse dipeso da loro non avrei mai lasciato la squadra.” Valerio Piccini 

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