MotoE, gli altri Costruttori elettrici non ci stanno

MotoE, gli altri Costruttori elettrici non ci stanno

La Mugen (antenna Honda) ironizza via social, l’americana Lightning pensa all’Endurance

di Paolo Gozzi, @paologozzi1
Mugen

Alla curiosità generata dall’introduzione della serie elettrica MotoE nel “giro” del Motomondiale fa da contraltare il disappunto degli altri Costruttori coinvolti nel business delle moto EV e rimasti esclusi dalla serie iriata. La MotoE infatti è un monomarca e la scelta di Dorna è stata dettata da motivi economici: la Energica EgoCorsa, fra le possibili opzioni, è quella che ha garantito il miglior bilanciamento fra costi e prestazioni. Ma bisogna sapere che la MotoE non rappresenta  lo stato dell’arte, in giro per il Mondo GP elettriche assai più avanzate (e costose…) della EgoCorsa. E, come la volpe con l’uva, gli “altri”, esclusi dal giro, ci ridono su. Nelle scorse ore  Mugen Europa ha ironizzato via Twitter sui problemi di surriscaldamento lamentati dalla Energica EgoCorsa nei test di Jerez, pubblicando la foto di Bruce Anstey davanti al chiosco dei gelati. “Bisogna sempre fare attenzione al raffreddamento”. (qui le impressioni di guida di Niccolò Canepa)

cover mugenLa Mugen, antenna tecnologica Honda, è l’eccellenza del settore. Domina da anni il TT Zero all’Isola di Man e nell’edizione 2018, con l’ultima evoluzione “Nana”, Michael Rutter ha percorso i 60,6 chilometri del Mountain in 18’35″956 alla media di 196,056 km/h. E’ una prestazione in linea con i riferimenti della Lightweight e  con il potenziale di oggi, sul giro secco, la Mugen potrebbe aspirare alla top ten della Supersport. La MotoE, che correrà su distanza di circa 30 chilometri, faticherà a replicare i tempi della Moto3. La Mugen  ha quindi un’autonomia doppia rispetto alla Energica EgoCorsa, un peso minore (240 chili contro 260) e prestazioni neanche paragonabili. La controindicazione? Il costo. Non ci sono cifre ufficiali, ma sembra che fra progettazione, sviluppo e realizzazione la Mugen Nana sfiori il milione di € ad esemplare. La EgoCorsa invece è derivata dal modello stradale, con pregi (costo) e difetti (prestazioni) che ne conseguono. Inoltre i team che correranno la MotoE hanno rifiutato migliorie “banali”  come la disponibilità  freno posteriore al manubrio. Cioè: l’elettrico è figo, basta non spendere…

La MotoE quindi sarà una vetrina low cost. Se Dorna non avesse scelto la soluzione monomarca, aprendo la serie elettrica a tutti, sarebbe stato difficilissimo avere una griglia di partenza di diciotto moto, perchè il divario prestazionale fra i numerosi costruttori coinvolti nel settore sarebbe stato enorme, diretto riflesso dei differenti investimenti. E’ il motivo per cui, nonostante gli sforzi compiuti dal 2009 dalla Federazione Internazione, una serie elettrica internazionale non era mai decollata.  Adesso che la miccia è accesa,  che succederà? Mentre la Mugen si accontenta della vetrina del TT, altri stanno pensando al Mondiale Endurance. E’ il caso della belga Sarolea, che ha annunciato la presenza alla 24 Ore di Le Mans del prossimo aprile, e soprattutto dell’americana Lightning che sta spingendo per la creazione di una categoria elettrica nelle gare di durata.

Il monomarca MotoE, comunque vada, ha già il merito di aver acceso i riflettori su questo tipo di tecnologia da corsa. Il futuro è tutto da scrivere, ma ricordatevi una cosa molto importante: l’elettrico costa una fortuna e per vedere in pista moto EV “vere” ci vorrebbero investimenti superiori a quelli necessari per la MotoGP.

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  1. Mattia B. - 3 settimane fa

    Buongiorno
    Questi sono i dati delle fonti utilizzate per la produzione mondiale di elettricità nel 2016:
    Coal (38.4%)
    Natural Gas (23.2%)
    Hydro (16.3%)
    Nuclear fission (10.4%)
    Oil (3.7%)
    Non hydro renew. (8%)
    In altre parole, le moto elettriche viaggiano con elettricità che per quasi il 40% è prodotta bruciando CARBONE. Forse sarà il futuro, però sicuramente non stiamo parlando di un mezzo ecologico!
    In Italia, dove la produzione idroelettrica non la vogliamo perchè c’è stato il Vajont, i ventilatori non li vogliamo perchè sono brutti e rovinano il paesaggio, i pannelli solari non vanno bene sui tetti dei palazzi storici, se un domani sognato da tutti i geniali ecologisti, ci muovessimo con auto e moto elettriche, secondo voi quale delle fonti sopra citate verrà incrementata per soddisfare la richiesta di elettricità?
    Io veramente ci tengo alla natura e all’ambiente, mi dà fastidio il fatto che si idolatri i mezzi elettrici come la soluzione di tutti i nostri problemi di inquinamento.
    Un saluto a tutti.

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    1. higwr_622 - 3 settimane fa

      Probabilmente questa non è la sede adatta per sviscerare il tema ma lei dimentica che la fonte energetica non implica che si inquini di più. Le moderne centrali elettriche a carbone hanno sistemi di abbattimento dei fumi e delle polveri che non sono paragonabili a quelli di 20 anni fa o a quei miseri catalizzatori montati su auto e moto anche moderne (e non includo quelle che non ne hanno o le caldaie a gasolio di numerose abitazioni).
      Il politecnico di Milano ha condotto diverse analisi/studi a riguardo che dimostrano quanto sopra.
      Poi concordo con lei ch sulle rinnovabili vada fatto molto di più

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