MotoGP Argentina “Ducati usa motori 2016 sulla GP17?” “No, è una balla”

MotoGP Argentina “Ducati usa motori 2016 sulla GP17?” “No, è una balla”

MotoGP Argentina “Ducati usa i motori 2016 sulla GP17?” L’illazione di Randy De Puniet dai microfoni di Eurosport France. La Ducati: “E’ una balla”.

La bomba l’ha sparata Randy De Puniet dai microfoni di Eurosport France: “La Ducati starebbe usando motori 2016 sulle GP17 di Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo, mentre il solo Danilo Petrucci continuerebbe la sperimentazione della nuova unità sulla GP17 ufficiale affidata alla Pramac”.

Fosse vero, sarebbe clamoroso: significherebbe che la Ducati ha rinunciato in partenza allo sviluppo del nuovo motore, che conserva la stessa architettura V4 ma “è stato concepito con un concetto diverso dal 2016 e presenta molte soluzioni inedite” fece sapere il direttore tecnico Gigi Dall’Igna in sede di presentazione. Randy De Puniet, ex pilota di MotoGP e Superbike che il prossimo week end correrà la 24h di Le Mans (Mondiale Endurance) con la Kawasaki SRC (ufficiale), aveva trascorso il giovedi nel box Ducati proprio per realizzare un servizio per Eurosport. Che abbia visto o sentito qualcosa al riguardo?

La fonte quindi è credibile ma la Ducati respinge l’illazione a tutta forza. “E’ una balla” sostengono nel box della Rossa, considerando la voce così improbabile da non essere degna neanche di un commento. In realtà sarebbe assai strano, per non dire impossibile, che Ducati abbia deciso un simile passo indietro. Perchè alla prima gara del Mondiale, cioè in Qatar due settimana fa, tutte le squadre ufficiali hanno depositato una fiche tecnica nella quale sono indicate le specifiche tecniche di varie parti del veicolo, motore incluso. Quindi, per regolamento, la Ducati non può cambiare motore per tutto il Mondiale 2017. Ed è impossibile che abbia scelto di punzonare l’unita 2016, rinunciando in toto allo sviluppo della nuova. Sempre per regolamento soltanto Aprilia (rientrata l’anno scorso) e KTM novità 2017 hanno dei “concession points” cioè la possibilità di cambiare specifiche di motore, restando ovviamente nel limite di unità concesse.

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