Marc Marquez: “Vorrei l’esperienza di Vale e la guida del Dovi”

Marc Marquez: “Vorrei l’esperienza di Vale e la guida del Dovi”

Marc Marquez riassume la stagione 2018, parla del suo nuovo compagno di team Jorge Lorenzo e dei rivali Valentino Rossi e Andrea Dovizioso. Nel 2019 scommette su Pecco Bagnaia…

di Luigi Ciamburro
Marc Marquez

Marc Marquez ha chiuso l’ultima stagione di MotoGP con nove vittorie e quattro podi. Il risultato è il quinto titolo in carriera nella classe regina su sei stagioni, una tabella di marcia impareggiabile, o quasi. Solo Valentino Rossi è riuscito a fare tanto nei primi sei anni nella massima serie con cinque iridati, ma il Cabroncito sembra davvero non avere rivali per il momento.

VITTORIE ED ERRORI – Dopo il podio in Qatar e lo zero punti in Argentina ha cominciato a macinare trionfi: Austin, Jerez e Le Mans, prima di commettere l’errore al Mugello. “Ho fatto qualche errore, come tutti gli altri, sono giovane ancora – ha raccontato Marc Marquez a Sky Sport -. Al Mugello ho sbagliato e anche a  Valencia, dove non ho ascoltato la scelta delle gomme. Se hai la pressione del Mondiale scegli la gomma che sceglie il tuo rivale, invece sono caduto e devo imparare“. Stavolta il campione di Cervera si è presentato al Mondiale con un atteggiamento diverso, più rilassato, da campione ormai rodato: “Questa stagione mi ha insegnato a non essere stressato. Nel 2017 ho vinto ma c’era troppo stress in me, quest’anno dall’inizio sono stato calmo“.

I SEGRETI ALTRUI – C’è sempre da imparare, dai rivali e dai compagni di squadra. La MotoGP è anche uno sport di osservazione, di studio dei dettagli e dei segreti altrui. Cosa piacerebbe ereditare al fenomeno della Honda? “Da Valentino l’esperienza, la domenica fa sempre un po’ di più; nel weekend fa fatica, ma la domenica fa qualcosa di speciale, non so dove lo trova. Da Dovizioso la sua guida pulita e precisa, questo è molto importante in MotoGP. Da Lorenzo la sua velocità in inserimento di curva“. Da Jorge potrà apprendere molto di più… “A livello tecnico può dire un po’ come funziona la Ducati, che è una delle moto più competitive del campionato. Questo è il vantaggio di quando arriva un compagno di squadra da un altro team… Sull’aerodinamica Ducati è un passo avanti, prova sempre delle cose diverse“.

LORENZO AI BOX – Dopo i test di Valencia e Jerez c’è stato uno scambio di opinioni sulla RC213V, entrambi hanno evidenziato alcune lacune della Honda, un dettaglio non da poco per proseguire lo sviluppo del prototipo. Sul rapporto con il maiorchino al momento vige calma e distensione, ma saranno i risultati in pista a regolare i livelli di tensione: “Il rapporto è buono, logicamente in pista nessuno è amico di nessuno, ma fuori è un rapporto professionale. Con Dani Pedrosa c’era un rapporto incredibile, ma anche con lui abbiamo litigato un po’ nel 2013 e 2014 perché il livello era simile, ma fuori la pista passiamo tante giornate insieme, anche per gli eventi Repsol, quindi ci vuole un bel rapporto“.

PRONOSTICO E FUTURO – I rivali del prossimo anno saranno quasi gli stessi, ma occhio al campione della Moto2: “La sorpresa sarà Francesco Bagnaia, non so se dalla prima gara, ma andrà forte. Poi le Ducati, Petrucci è forte nei test, ma Dovizioso è più pericoloso. Le Yamaha saranno là, anche il mio compagno di squadra – ha aggiunto Marc Marquez -, ma non dimentichiamo la Suzuki di Alex Rins“. Dal canto suo il Cabroncito darà l’assalto all’ottavo titolo in carriera, ma non parlategli dei 15 iridati di Giacomo Agostini… “Nessun pilota dell’epoca moderna arriverà ad Agostini. Un giorno  arriverà un altro giovane pilota più forte di me, la vita è così. Noi proveremo a vincere un’altra volta e vediamo dove arriviamo“.

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