Superbike Most, prove 2: Toprak non molla ma Bautista si avvicina

Superbike
venerdì, 19 luglio 2024 alle 15:49
bautista 1
La BMW chiude al vertice il venerdi Superbike ma dalla Ducati arrivano segnali confortanti: il distacco è accorciato. Toprak ha comunque migliorato decisamente rispetto alla sessione del mattino, ma Alvaro Bautista pare decisamente più in palla rispetto a pochi giorni fa in Gran Bretagna. Ora il distacco è di appena 103 millesimi, è presto per stabilire se il Mondiale stia riprendendo gusto dopo sette vittorie di fila del turco. Ma è un indizio. La top tre è chiusa da Jonathan Rea, che fa ancora passi avanti con la Yamaha. Gira e rigira, sono gli stessi identici protagonisti di un anno fa: i Magnifici Tre sono di nuovo a contatto di gomito.

Avvicinamento Ducati, è un fuoco di paglia?

Lo sport del paddock Superbike è diventato osservare al microscopio qualunque mossa di Toprak Razgatlioglu e della BMW, per capire se emerga qualche piccola crepa in un dominio asfissiante per gli avversari: non perde un colpo da sette gare di fila. In FP2 il turco ha fatto il giro veloce, 1'31"519, al secondo passaggio di uno stint lunghissimo, quindici tornate. Invece Bautista ha fatto due uscente da identici sette giri, ma il migliore l'ha stampato nell'ultima, ed è stato un lampo isolato. Quindi il riavvicinamento è un'illusione? Potrebbe essere. Bisogna vedere quale gomma abbia usato Alvarito, ma è difficile che abbia utilizzato la SC0, che di norma è la media ma qui è la soluzione più soffice. Ce ne sono solo quattro esemplari disponibili per Superpole e gara sprint, non è detto che la Ducati abbia deciso di farne fuori una. Le opzioni per la gara sono dure: SC1 standard e SC1-A, cioè una novità sconosciuta a tutti.

Ben tornato, Jonathan Rea

Il nordirlandese ora in Yamaha ha fatto il suo 1'32"033 nell'ultima uscita, al secondo di quattro passaggi. Questa è una pista che gli è amica ma quello che conta è che JR65 abbia recuperato fiducia sia nella YZF-R1, che al pronti-via in Australia lo ha scaraventato due volte a terra a velocità altissima, che nella nuova squadra. L'affiatamento con il capo tecnico Andrew Pitt non è stato immediato, ora sta tornando il sereno? Domenica pomeriggio avremo le idee più chiare. Jonathan Rea precede il suo erede Alex Lowes, con la Kawasaki che qui un anno fa vinse gara 1. L'altra Ducati di Nicolò Bulega si è fermata alla quinta piazza, davanti a un Danilo Petrucci molto infuocato.

Iannone passi avanti

Andrea Iannone ha archiviato l'incomprensione del mattino, quando era rimasto fermo in pista senza benzina, non avendo visto la reiterata segnalazione di richiamo al box Go Eleven. Lui è l'unico dei big che non aveva mai visto Most, i nove decimi di svantaggio da Toprak dopo le due sessioni d'assaggio sono abbastanza promettenti. Davanti però ci sono dieci piloti che sicuramente non sono lì per dirgli "Prego Andrea, si accomodi". Sabato sarà già resa dei conti: la Ducati si sta davvero rimettendo in linea di galleggiamento in questa Superbike a senso unico?
Foto: Silvio Tosseghini

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