Esattamente a metà cammino il Mondiale Superbike riparte da zero, o quasi. A Misano, la pista di casa Ducati e dove Nicolò Bulega è sportivamente sbocciato,
Toprak Razgatlioglu ha calato uno di quei tris stordenti, cui ci ha ormai abituato. Con la BMW M1000RR senza più concessioni ha martellato come un ossesso stringendo il rivale in una morsa soffocante. Le disavventure di Nicolò hanno pesato sul bilancio Ducati, ma è un dato di fatto che anche senza l'affondamento alla prima curva nella Sprint e la conseguenze partenza dalla quarta fila in gara 2, El Turco avrebbe comunque fatto il pieno. Il cronometro non mente mai, e anche in questa circostanza ha amesso un verdetto inequivocabile. In certe situazioni, quando tutto si accorda, Razgatlioglu diventa fuori portata. Anche per un Bulega cresciuto enormemente dallo scorso anno. Il vantaggio nel Mondiale è sceso a soli 9 punti. Cioè: si ricomincia da capo, lanciati verso un girone di ritorno che promette altre scintille.
Gara 2 una noiosa processione
Era intuibile che con Bulega azzoppato dalla partenza in quarta fila, la sfida finale non sarebbe neanche cominciata. Nic è stato veloce a districarsi nel mazzo, è piombato subito alle calcagna di Alvaro Bautista che per due lunghissimi giri ha tenuto stretta la quinta posizione. Lo spagnolo è fuori dai giochi Ducati '26, figuratevi se non faceva sudare il compagno. Sbarazzatosi di
Alvarito, l'inseguitore ha scalato le altre posizioni fino alla seconda. Se n'erano andati cinque giri dei ventuno da correre e Toprak era lontano quattro secondi. Game over, anche perchè la lepre correva più forte del cacciatore. Infatti, pur essendo in pieno controllo di tutto, Razgatlioglu ha incrementato fino a dieci secondi di vantaggio finale. Ci immaginavamo una Misano da fuochi artificiali, invece oltre a Toprak ha vinto la noia.
E gli altri?
Ormai è un trend: Razgatlioglu e Bulega fanno un altro sport. Anche in gara 2 il terzo, Alvaro Bautista, ha tagliato il traguardo quasi quindici secondi dopo lo scatenato turco. Non è una questione tecnica, perchè la Ducati V4 è identica a quella del leader Mondiale, e gestita dallo stesso team. Lo spagnolo ha avuto ragione di Andrea Locatelli, autore di un fine settimana coi fiocchi, Danilo Petrucci e della Honda di Iker Lecuona. Il bello della questione è che BMW e Ducati hanno pure limitazioni di consumo, cioè un litro di benzina/ora meno di tutte le altre. E meno male...
Prossima fermata: Donington Park
Il Mondiale Superbike ora si concede un mese di pausa: tornerà in pista il 11-13 luglio a
Donington Park, nel Regno Unito. La tappa sul tracciato che nel lontano 1988 dette i natali al campionato, segna l'inizio della fase discendente del calendario: sei round disputati, altrettanti da correre. I giochi quindi sono tutti, ampiamente, da fare. Tenetevi stretti....