Che potrebbe combinare
Andrea Iannone con un pacchetto ufficiale nel Mondiale Superbike? La risposta è scritta nelle classifiche del settimo round a Portimao. L'ex MotoGP ha vissuto un venerdi e una qualifica molto complicati, partendo in fondo allo schieramento (quinta fila, quindicesima casella) nella prima manche e in Superpole Race. Ma la domenica ha trovato il bandolo della matassa e la nona posizione nella Sprint è stata la chiave di volta del week end. Partire dalla terza fila gli ha permesso di agganciarsi al gruppetto dei migliori, dove ha guardato (quasi) tutti dritto negli occhi. Spettacolari i confronti diretti con Nicolò Bulega, che poi ha mancato la vittoria per appena 35 millesimi, e van der Mark con il missile BMW finito dietro. Iannone è riusciuto anche a vincere il confronto diretto fra "indipendenti" con l'ottimo Danilo Petrucci di Portimao. Il quarto posto è stato un risultato eccezionale, viste le premesse.
Qui le immagini di gara 2.La dura vita dell'indipendente
Cosa potrebbe fare
Andrea Iannone se disponesse di un pacchetto ufficiale? E' una domanda che si pone anche lui, e fin dal ritorno in pista a Phillip Island, dopo quattro lunghi anni di stop per squalifica. In quella occasione, su un tracciato magico, aveva acciuffato un podio clamoroso sfiorando addirittura il colpaccio. Nell'occasione aveva fatto volare la Ducati Panigale V4 R del team Go Eleven, una struttura coi fiocchi, ma ovviamente non paragonabile ad un team factory. Dall'inizio di campionato la Ducati ha fornito ampio supporto a squadra e pilota. Marco Zambenedetti, direttore tecnico delle attività Superbike di Ducati, si reca molto spesso nel box per seguire il lavoro e fornire indicazioni. Ma essere ufficiale al 100% cambierebbe tutto. La Ducati però si terrà stretti Nicolò Bulega, debuttante extra lusso, e anche il veterano (40 anni) Alvaro Bautista. L'usato sicuro, invece della scommessa Iannone.
Un futuro promettente
La Ducati Aruba che era nei piani è sfumata, ma non altre possibilità "factory". Ci sarebbe posto in Honda HRC, ma moto e struttura sono incognite forti, ma anche in Yamaha: sono in corso trattative che potrebbero portare
Andrea Iannone in GRT, formazione di Filippo Conti che ormai è ufficiale al 100%. Il contratto sarebbe direttamente con la marca di Iwata, viatico che potrebbe aprire la strada, in prospettiva, anche ad un impegno MotoGP, magari da special tester. La pista Ducati però non è sfumata: Iannone è un pallino di
Luigi Dall'Igna, e restare un altro anno "indipendente" con la sicurezza di diventare "ufficiale" 2026 per guidare la nuova Panigale potrebbe essere una bella idea. Ma dipende da tante cose, in particolare da chi pagherebbe.
"Io guido d'istinto"
"Portimao è un circuito tecnico e complesso, specie per me che guido d'istinto, senza usare i riferimenti lungo la pista" spiega Iannone. "Ma sono contento della progressione che abbiamo avuto durante il weekend, soprattutto considerando che non avevo riferimenti per questa pista. La Gara 2 è andata bene, è mancato qualcosa per sfruttare al 100% il nostro pacchetto, ma abbiamo avuto un buon passo. Ci sono sicuramente degli aspetti che possiamo migliorare, lavoreremo per continuare a fare dei passi avanti.”
C'è spazio per andare avanti?
Al team Go Eleven non parrebbe vero continuare l'avventura con Iannone. "Sappiamo tutti che meriterebbe un posto da ufficiale, ma parecchie porte sono chiuse, per cui vanno avanti anche i discorsi fra noi" conferma Denis Sacchetti. "Restando avrebbe il vantaggio della continuità, con il nostro pacchetto e un anno di conoscenza di moto, gomme, ambiente sono convinto che potrebbe togliersi tantissime soddisfazioni." Il primo posto fra gli indipendenti ha galvanizzato tutto il team. "Sono contento di come si è raddrizzato il weekend, più che per il risultato di gara 2 per il miglioramento che abbiamo fatto da Venerdi ad oggi. Siamo arrivati qui sapendo che sarebbe stato difficile. Ma grazie al lavoro di tutti ed alla tenacia di Andrea, abbiamo chiuso il week end con un buon risultato e dimostrando che abbiamo ancora del potenziale da scoprire e sfruttare. Andrea è stato molto bravo, ha lavorato tantissimo anche su se stesso ed è questa la mentalità vincente."