Nicolò Bulega è sbarcato a Donington con il fiato di Toprak Razgatlioglu sul collo, ma l'esito di questo strano venerdi Superbike rinfocola le speranze Ducati. Il leader del Mondiale infatti ha chiuso con il miglior tempo, nonostante una scivolata alla chicane Fogarty in apertura dei giochi. Una scivolata di poco conto, tanto che dopo la riparazione a tempo di record, Nic ha potuto concludere il turno anche se con appena dodici giri all'attivo. Il rivale Toprak Razgatlioglu invece non è andato oltre il quinto tempo di giornata, un risultato (molto) inatteso considerato il precedente di un anno fa, quanto l'asso turco aveva sbaragliato le tre gare, riscrivendo tutti i primati.
Toprak e la BMW polveri bagnate
Sul saliscendi dell'East Midland Toprak ha quasi sempre fatto la differenza: nove trionfi, perfino con la Kawasaki satellite del team Puccetti. Invece in questa giornata di vigilia, condizionata da temperature molto calde e inusuali per la zona, la BMW è sembrata un'ombra. Poco stabile nel veloce, non incisiva nel secondo tratto caratterizzato da tre frenate al fulmicotore che sono l'asso nella manica del fuoriclasse turco. E' stata solo una giornataccia o magari è il telaio standard che non si adatta a questo tracciato particolarissimo? Non è l'unica differenza, perchè da questa gara la norma sul bilanciamento di prestazioni ha tolto ancora carburante sia alla BMW che alla Ducati.
La Ducati Superbike non soffre la riduzione di benzina
Le due marche adesso devono andare con il regolatore di flusso impostato con - 1,5 chili di benzina l'ora in mano delle rivali Yamaha, Kawasaki, Yamaha e Bimota, tutte in regìme di superconcessioni. La Panigale V4 non sembra aver sofferto, neanche quelle in versione "satellite". Lo splendido Danilo Petrucci, qui decisamente da podio, precede Sam Lowes fresco di riconferma con Marc VDS. Retrocede in quarta posizione la Bimota di Alex Lowes che era svettata al mattino (
qui cronaca e classifica).
Bautista e Rea, troppo brutto per essere vero
Continua la grande crisi di due vecchi draghi della Superbike. Alvaro Bautista ha archiviato la giornata con un anonimo undicesimo posto: il divario dal compagno di box Nic Bulega sembra poco, ma qui a Donington mezzo secondo pesa tanto. Peggio ancora Jonathan Rea: qui dentro, ai tempi della Kawasaki, ha vinto sei volte, adesso ricomincia dal diciassettesimo posto. Con la stessa Yamaha un anno fa fece terzo nella Superpole Race. Questo venerdi non è certo un bello spot per la ricerca di una moto ufficiale 2026 che è nei sogni di entrambi. Il discorso vale anche per Andrea Iannone, che dopo una mattinata che sembrava promettente, ha fatto il gambero, concludendo dietro Alvarito.