Honda sprofonda in Superbike: crisi HRC infinita

Superbike
domenica, 14 luglio 2024 alle 21:00
iker lecuona donington superbike 2024
Nelle scorse settimane si era sparsa la voce di una possibile wild card di Tommy Bridewell nell'appuntamento del Mondiale Superbike a Donington Park. Campione BSB in carica, passato quest'anno al team Honda Racing UK, in poche gare è riuscito a trovare la quadra con la CBR Triple R, riuscendo proprio sul tracciato dell'East Midlands a conquistare tre podi in tre gare (2°, 3° e 2°) per poi vincere in quel di Knockhill. Chiaro: non è che TB46 si sarebbe ritrovato a giocarsela con l'invincibile Toprak Razgatlioglu di questi tempi. Tuttavia, sulla carta, si sarebbe prefigurato come un interessante benchmark per gli stessi piloti titolari Honda. Per farsi un po' un'idea di cos'è che non va, cos'è che sta mancando, se altrove (come nel BSB) lavorano meglio o peggio In questo periodo, tutto tornerebbe utile alla causa per far sì che il progetto HRC non sia a tutti gli effetti una causa persa.

HONDA SUPERBIKE A FONDO

Il cronometro è il giudice universale del Motorsport e sta condannando senza possibilità d'appello il Team HRC. In quel di Donington Park le Fireblade affidate a Iker Lecuona e Xavi Vierge hanno raccolto soltanto una manciata di punti, ritrovandosi in bagarre tra loro in Gara 2 ai margini della Top-15. Tanto per: in campionato finora Vierge ha ottenuto soltanto un punticino più dell'eroe di Assen Nicholas Spinelli, Lecuona addirittura uno in meno. Due piloti ai quali talento e manetta non mancano e, senza dubbio, non sono da "esime" posizioni sul traguardo.

CRISI INFINITA

Ciò che resta senza spiegazione è come, dal rientro sotto le insegne del Team HRC dal 2020 a questa parte, Honda nel Mondiale Superbike sia riuscita a raccogliere soltanto qualche podio, ritrovandosi adesso come l'ultima casa costruttrice in tutte le classifiche. Nonostante le concessioni e le super-concessioni che hanno giovato ad altri (BMW e Kawasaki), ma che al box da quest'anno diretto da José Manuel Escamez non sortiscono alcun effetto. Sono arrivate due differenti versioni ed omologazioni della CBR (l'ultima quest'anno), il telaio è stato persino allungato in due distinte occasioni (a proposito: meno male dovrebbero essere "derivate dalla serie", ma è un'altra storia...), di test se ne svolgono a bizzeffe. Tra Misano e Donington, HRC è scesa in pista a Cremona e Montmelò. Qualche progresso, tuttavia non suffragato dai risultati.

QUALE FUTURO IN SUPERBIKE?

La CBR 1000RR-R sostanzialmente in tutti i campionati se non vince, quantomeno convince. Nel Mondiale Superbike, affonda. Sprofonda. Legittimamente ci si chiede quale possa essere il futuro dell'azienda in questo campionato. Una serie dove, nell'ultimo lustro, hanno vinto un po' tutti, eccezion fatta proprio per la casa più grande del mondo. Una domanda che non troverà risposta settimana prossima a Most, in quanto tutti i vertici HRC saranno impegnati alla 8 ore di Suzuka. A caccia di un tris di successi consecutivi più complicato del previsto, almeno stando a quanto emerso dagli ultimi test. Dove comunque se la possono giocare, senza poter regalare una gioia ai titolari Lecuona e Vierge, vincitori rispettivamente nel 2022 e 2023. Il calendario quest'anno non offre loro nemmeno questa possibile consolazione, in un 2024 da sconforto sotto tutti i punti di vista.

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