"Tutti i sogni possono diventare realtà se solo abbiamo il coraggio di inseguirli” diceva Walt Disney. La
Bimota nel Mondiale Superbike con Kawasaki è veramente un sogno. Abbiamo rubato una frase a Disney perché la Casa motociclistica riminese è
una realtà da favola per gli appassionati di motociclismo e "fantasia" è una parola utilizzata spesso dal CEO Bimota Pierluigi Marconi. La fantasia in questo caso è sinonimo di creatività ed ingegno "made in Romagna".
"Quanta Romagna c'è in Bimota? Tantissima. Siamo tutti italiani, romagnoli ma non solo - racconta Pierluigi Narconi a Corsedimoto -
Siamo i vecchi della Bimota, tutte le persone ancora in vita che ancora stavano bene le abbiamo recuperare e riportate qua dentro perché loro conoscevano già la storia Bimota ed era molto facile ripartire tramite il loro aiuto". Bimota: innovazione e tradizione
"L'innovazione l'abbiamo nel sangue, non possiamo non averla perché siamo nati pensando a cosa potremmo fare per rendere le moto più sicure e più veloci e ci rimarrà sempre. Abbiamo aggiunto persone nuove ma con la nostra scuola: "Siete disposti a fare così? Allora venite".
La rinascita con Kawasaki
"Questo è stato da un lato un bagno di umiltà e dall'altro di conoscenza. Quando Bimota non aveva la possibilità di stare in vita ho incontrato tanti investitori: alcuni con 20 / 25 milioni di euro. Chiunque avrebbe detto "perfetto, riapriamo". Io no. Secondo me con 25 milioni non fai niente, assolutamente niente. Bisogna avere un partner tecnologico, con la tecnologia puoi far ripartire Bimota altrimenti no. Ci sono cose il motore, il cruscotto, l'elettronica, i sistemi di aspirazione... Sono cose molto costose che non si possono pensare per 250 moto ma per 10mila, 20 mila. Senza la forza di un'azienda alle spalle che aiuta in questo non si può ripartire. Kawasaki ci ha offerto la tecnologia. Noi possiamo usare qualunque cosa di Kawasaki. Abbiamo il motore, l'elettronica e il team: così può rinascere. Noi abbiamo fatto la ciclistica e quella la sappiamo fare, in quella abbiamo la fantasia e la tecnologia giuste. Mix tra tecnologia, conoscenze e fantasia. Lì possiamo essere veramente forti e dare il nostro contributo". La Superbike come volano
"La Superbike serve per farci conoscere. Bimota era chiusa, pochi la conoscevano. I ragazzi soprattutto non la conoscono. A noi servirà riportare il marchio nelle competizioni per vari motivi. Bimota è nata nelle competizioni, non poteva non esserci. Quando Kawasaki ha acquistato Bimota pensava già alle competizioni, ne abbiamo parlato subito però sapevamo che dovevamo aspettare. Ora è arrivato il momento giusto e ce l'abbiamo fatta. Tramite le competizioni quindi vogliamo fare conoscere il marchio poi quando sarà più noto potremo fare tutto. Naturalmente rimarrà a Rimini, resterà questa fucina di idee e fantasia perché senza non esisterebbe Bimota però vogliamo aumentare i volumi quindi prendere anche altre fasce di mercato". Il team Bimota by Kawasaki è pronto a spiccare il volo
"Abbiamo due ragazzi fantastici e bravissimi piloti: Alex Lowes ed Axel Bassani. Il primo ha corso per sette anni in Superbike con la Kawasaki, conosce benissimo l'elettronica, il motore ed il team: quando è salito su questa moto è rimasto subito molto contento ed abbiamo visto dei buonissimi tempi in prova. Axel veniva dalla Ducati, è andato in Kawasaki l'anno scorso ed ha avuto un po' di difficoltà cambiando team, lingua, metodo di lavoro e tante cose. Quando è salito sulla Bimota ha ritrovato, non so, forse l'italianità, lo spirito di fantasia: ha ritrovato se stesso ed ha cominciato a girare veramente forte. Oggi siamo molto contenti perché andiamo in Australia con molte aspettative e speriamo di fare un bel campionato".